L’associazione Vo.di.Sca. presenta
Se la paura fa 90, la dignità fa 180
MOSTRA CONTRO LA CAMORRA - SCAMPIA
Dal 5 al 12 maggio presso l’Auditorium di Scampia
Conferenza stampa, martedì 5 maggio ore 11,00 intervengono: Maria De Marco (assessore alla cultura VIII Municipalità), Paolo Piccione (Questura di Napoli), Marilina Ricciardi (scuola Comix di Napoli) Raffaele Marra (Nomafia zone) Domenico Foscolo (curatore del progetto Camorracomix) e il Presidio di Libera Scampia
Illustratori, vignettisti e fumettisti che partecipano alla mostra: Marilina Ricciardi, Rosaria Iorio, Paolo Domeniconi, Lorenzo Ruggiero, Fabrizio Fiorentino, Alfonso De Negri, Paolo Piccione, Maria Villone, Lilia Migliorisi, Febe Sillani, Nicoletta Costa, Tiziano Squillace e Giovanna Pignataro, Barbara Jelenkovich, Gaia Monti, Daria Petrilli, Alice Vitagliano, Alessandra Vitelli, Rosaria Battiloro, Andrea Musso, Paolo Marengo, Raffaele Marra, Claudio Parentela, Il vignettificio, Anel.
“Se la paura fa 90 la dignità fa 180” è una manifestazione anticamorra organizzata dall’associazione Vodisca, che opera a Scampia da qualche anno, nata in memoria di Antonio Landieri, vittima innocente di camorra. La mostra, che coinvolgerà artisti da tutto il panorama nazionale, è rivolta principalmente ai bambini del quartiere Scampia, che gratuitamente avranno la possibilità di confrontarsi con illustrazioni, vignette fumetti che screditano, contrastano, si oppongono e prendono in giro, il sistema camorristico. La mostra ospiterà anche il progetto “CamorraComix – barzellette e vignette contro la camorra” realizzato da diverse scuole e le tavole di “Max & Stella” realizzate da Paolo Piccione per la Questura di Napoli. La manifestazione è stata patrocinata dalla scuola Comix di Napoli e da Libera.
ORARI DI VISITA DELLA MOSTRA - ingresso gratuito
DAL 5 AL 9 MAGGIO ore 11,00 – 17,00
10 MAGGIO CHIUSA
DAL 11 AL 12 MAGGIO ore 11,00 – 17,00
PER INFO 3283842929 (ROSARIO) – EMAIL: vodisca@gmail.com
SITO www.liberavoce.135.it
giovedì 30 aprile 2009
Senza cena
Buonasera a tutt*,
Sono Laura Prinzi, presidente della cooperativa sociale 'E Pappeci (commercio equo e solidale).
Vi scrivo per condividere con voi un'inziativa che stiamo organizzando per il giorno 9 Maggio presso l'auditorium di Scampia.
Si tratta di uno spettacolo teatrale sui temi della fame e del "Diritto al cibo", che promuoviamo nell'ambito della campagna "La fame non è nella natura" sulla sovranità alimentare.
Mi piacerebbe che fosse un ulteriore modo per creare rete e sinergia con realtà come le vostre che, da molto più tempo e molta più esperienza, operano nel territorio di Scampia.
Vi attacco qui la presentazione!
Un abbraccio a tutt*
laura
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Il 9 maggio cadrà il World Fair Trade Day 2009: le organizzazioni di commercio equo di tutto il mondo si mobiliteranno nella settimana tra il 2 ed il 10 Maggio per un “Big bang” collettivo con lo scopo di “risvegliare il pianeta”.
Le botteghe socie del Consorzio Ctm-altromercato hanno scelto come oggetto di mobilitazione il “Diritto al cibo” e la “Sovranità alimentare”, che è il tema della campagna “Diritto al cibo- La fame non è nella natura” condotta da Ctm insieme ad AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) e Legambiente per il periodo 2008-2010.
Il diritto al cibo è il diritto umano fondamentale. Nonostante esso sia sistematicamente collocato al primo posto delle emergenze da affrontare nell’agenda internazionale, nell’ultimo decennio il numero degli affamati nel mondo è cresciuto in maniera costante e considerevole: dagli 854 milioni di persone stimati nel 1992, ai 927 milioni citati nell’ultimo rapporto della Fao del dicembre 2008.
La nostra chiave interpretativa è che le cause della fame non siano da individuare nella carenza di alimenti, ma nella possibilità di accedere al cibo, cioè nei disequilibri commercio internazionale e delle politiche agricole più recenti. Squilibri che fanno sì che proprio coloro che producono direttamente i beni alimentari, cioè le popolazioni rurali, siano quelli che nel mondo soffrono di più la fame.
Le ragioni del condurre una tale campagna stanno nel fatto che queste problematiche sono anche, direttamente o indirettamente, collegate ai nostri comportamenti d’acquisto e di consumo, ai nostri stili di vita e alle nostre scelte quotidiane.
Con essa il commercio equo e solidale intende sostenere il concetto di “sovranità alimentare”: il diritto delle comunità e dei Paesi di decidere le proprie politiche di produzione, distribuzione e consumo di alimenti in modo ecologicamente, socialmente, economicamente e culturalmente appropriato alle proprie situazioni specifiche.
In occasione del World Fair Trade Day, la cooperativa sociale ‘E Pappeci ha scelto di “festeggiare” il giorno del commercio equo e solidale proponendo uno spettacolo teatrale: “Senza cena ovvero i funerali di San Rocco” a cura dell’ Orchestra Teatralica, compagnia teatrale di Roma da anni impegnata nel teatro civile e di denuncia.
Lo spettacolo si terrà Sabato 9 Maggio alle 21 presso l’Auditorium Comunale di Scampia in Viale della Resistenza.
Il titolo “Senza cena” richiama i due filoni narrativi del lavoro .
Senza Cena è intesa in un duplice senso: in primo luogo religioso, come rituale di attesa, privazione prima di una grande gioia; in secondo luogo nel senso di contro-vigilia, una vigilia al rovescio, che al contrario non prevede un giorno di festa, non si scarica in un momento di liberazione.
In un paese del centro Italia, durante i festeggiamenti di San Rocco, scompare il pane benedetto che da tradizione viene elargito ai fedeli alla fine della processione. La festa assume allora il volto di un funerale perché si consuma nell’attesa di una redenzione impossibile, una speranza indefinita e vana, fame insaziabile e insaziata.
La contro-vigilia viene espressa invece attraverso l’arrivo di un grottesco venditore ambulante: un impossibile mercante di bambini. Da questa atmosfera tragicomica, che scatena ribrezzo o fastidio, il mercante diventa il corpo che racconta le storie di queste persone, grandi e bambini.
La contro-vigilia rappresenta la punizione che una parte del mondo sta infliggendo all’altra parte del mondo: una punizione ingiustificata, inappellabile, che non sembra vedere una fine.
Il lavoro di Orchestra Teatralica dimostra in modo esemplare come problematiche economico-sociali di ampia portata possano essere tramutate in un vissuto dal potente impatto emotivo; come il linguaggio teatrale sia uno strumento capace di stimolare un percorso critico e allo stesso tempo parlare direttamente al cuore, di intrecciare il piano macroscopico con il microscopico.
Ci auguriamo che partecipiate allo spettacolo, e che questo sia l’occasione per condividere emozioni, idee, interrogazioni, riflessioni con tutti quelli che siano vicini per sensibilità ai nostri obiettivi.
La cooperativa sociale ‘E Pappeci- bottega del mondo
Per info e prenotazioni: educazione@epappeci.it
081 5521934 / 339 7948842
educazione@epappeci.it
www.epappeci.it
www.altromercato.it
Sono Laura Prinzi, presidente della cooperativa sociale 'E Pappeci (commercio equo e solidale).
Vi scrivo per condividere con voi un'inziativa che stiamo organizzando per il giorno 9 Maggio presso l'auditorium di Scampia.
Si tratta di uno spettacolo teatrale sui temi della fame e del "Diritto al cibo", che promuoviamo nell'ambito della campagna "La fame non è nella natura" sulla sovranità alimentare.
Mi piacerebbe che fosse un ulteriore modo per creare rete e sinergia con realtà come le vostre che, da molto più tempo e molta più esperienza, operano nel territorio di Scampia.
Vi attacco qui la presentazione!
Un abbraccio a tutt*
laura
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Il 9 maggio cadrà il World Fair Trade Day 2009: le organizzazioni di commercio equo di tutto il mondo si mobiliteranno nella settimana tra il 2 ed il 10 Maggio per un “Big bang” collettivo con lo scopo di “risvegliare il pianeta”.
Le botteghe socie del Consorzio Ctm-altromercato hanno scelto come oggetto di mobilitazione il “Diritto al cibo” e la “Sovranità alimentare”, che è il tema della campagna “Diritto al cibo- La fame non è nella natura” condotta da Ctm insieme ad AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) e Legambiente per il periodo 2008-2010.
Il diritto al cibo è il diritto umano fondamentale. Nonostante esso sia sistematicamente collocato al primo posto delle emergenze da affrontare nell’agenda internazionale, nell’ultimo decennio il numero degli affamati nel mondo è cresciuto in maniera costante e considerevole: dagli 854 milioni di persone stimati nel 1992, ai 927 milioni citati nell’ultimo rapporto della Fao del dicembre 2008.
La nostra chiave interpretativa è che le cause della fame non siano da individuare nella carenza di alimenti, ma nella possibilità di accedere al cibo, cioè nei disequilibri commercio internazionale e delle politiche agricole più recenti. Squilibri che fanno sì che proprio coloro che producono direttamente i beni alimentari, cioè le popolazioni rurali, siano quelli che nel mondo soffrono di più la fame.
Le ragioni del condurre una tale campagna stanno nel fatto che queste problematiche sono anche, direttamente o indirettamente, collegate ai nostri comportamenti d’acquisto e di consumo, ai nostri stili di vita e alle nostre scelte quotidiane.
Con essa il commercio equo e solidale intende sostenere il concetto di “sovranità alimentare”: il diritto delle comunità e dei Paesi di decidere le proprie politiche di produzione, distribuzione e consumo di alimenti in modo ecologicamente, socialmente, economicamente e culturalmente appropriato alle proprie situazioni specifiche.
In occasione del World Fair Trade Day, la cooperativa sociale ‘E Pappeci ha scelto di “festeggiare” il giorno del commercio equo e solidale proponendo uno spettacolo teatrale: “Senza cena ovvero i funerali di San Rocco” a cura dell’ Orchestra Teatralica, compagnia teatrale di Roma da anni impegnata nel teatro civile e di denuncia.
Lo spettacolo si terrà Sabato 9 Maggio alle 21 presso l’Auditorium Comunale di Scampia in Viale della Resistenza.
Il titolo “Senza cena” richiama i due filoni narrativi del lavoro .
Senza Cena è intesa in un duplice senso: in primo luogo religioso, come rituale di attesa, privazione prima di una grande gioia; in secondo luogo nel senso di contro-vigilia, una vigilia al rovescio, che al contrario non prevede un giorno di festa, non si scarica in un momento di liberazione.
In un paese del centro Italia, durante i festeggiamenti di San Rocco, scompare il pane benedetto che da tradizione viene elargito ai fedeli alla fine della processione. La festa assume allora il volto di un funerale perché si consuma nell’attesa di una redenzione impossibile, una speranza indefinita e vana, fame insaziabile e insaziata.
La contro-vigilia viene espressa invece attraverso l’arrivo di un grottesco venditore ambulante: un impossibile mercante di bambini. Da questa atmosfera tragicomica, che scatena ribrezzo o fastidio, il mercante diventa il corpo che racconta le storie di queste persone, grandi e bambini.
La contro-vigilia rappresenta la punizione che una parte del mondo sta infliggendo all’altra parte del mondo: una punizione ingiustificata, inappellabile, che non sembra vedere una fine.
Il lavoro di Orchestra Teatralica dimostra in modo esemplare come problematiche economico-sociali di ampia portata possano essere tramutate in un vissuto dal potente impatto emotivo; come il linguaggio teatrale sia uno strumento capace di stimolare un percorso critico e allo stesso tempo parlare direttamente al cuore, di intrecciare il piano macroscopico con il microscopico.
Ci auguriamo che partecipiate allo spettacolo, e che questo sia l’occasione per condividere emozioni, idee, interrogazioni, riflessioni con tutti quelli che siano vicini per sensibilità ai nostri obiettivi.
La cooperativa sociale ‘E Pappeci- bottega del mondo
Per info e prenotazioni: educazione@epappeci.it
081 5521934 / 339 7948842
educazione@epappeci.it
www.epappeci.it
www.altromercato.it
Assemblea Acqua lunedì 4 maggio
lunedì 4 Maggio p.v. alle ore 17,30
Assemblea del Coordinamento regionale campano per la gestione pubblica dell’acqua.
Si terrà presso la sede dei Cobas di Napoli Vico Quercia 22 – Tel 081 551 9852 (nei pressi di via Roma e del Cinema Modernissimo)
Per chi viene con la Metropolitana, linea 1, scendere alla fermata di p.zza Dante.
SONO INVITATE A PARTECIPARE TUTTE LE REALTA’ CAMPANE IMPEGNATE A FAVORE DELLA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA E DELLA SUA RIPUBBLICIZZAZIONE.
Assemblea del Coordinamento regionale campano per la gestione pubblica dell’acqua.
Si terrà presso la sede dei Cobas di Napoli Vico Quercia 22 – Tel 081 551 9852 (nei pressi di via Roma e del Cinema Modernissimo)
Per chi viene con la Metropolitana, linea 1, scendere alla fermata di p.zza Dante.
SONO INVITATE A PARTECIPARE TUTTE LE REALTA’ CAMPANE IMPEGNATE A FAVORE DELLA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA E DELLA SUA RIPUBBLICIZZAZIONE.
Tam Tam commercio equo
TAM TAM n.5 Aprile 2009
Le organizzazioni di commercio equo di tutto il mondo si mobiliteranno nella settimana tra il 2 ed il 10 Maggio per un “Big bang” collettivo con lo scopo di “risvegliare il pianeta”.
L'associazione Le Tribù ha scelto come oggetto di mobilitazione il “Diritto al cibo” e la “Sovranità alimentare”, che è il tema della campagna “Diritto al cibo- La fame non è nella natura” condotta da Ctm insieme ad AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) e Legambiente per il periodo 2008-2010.
Il diritto al cibo è il diritto umano fondamentale. Nonostante esso sia sistematicamente collocato al primo posto delle emergenze da affrontare nell’agenda internazionale, nell’ultimo decennio il numero degli affamati nel mondo è cresciuto in maniera costante e considerevole: dagli 854 milioni di persone stimati nel 1992, ai 927 milioni citati nell’ultimo rapporto della Fao del dicembre 2008.
ANCORA OGGI NEL MONDO MUOIONO 5 MILIONI DI PERSONE PER FAME!!
UN NUMERO MAGGIORE DEI MORTI DOVUTI ALLE GUERRE NEL MONDO
La nostra chiave interpretativa è che le cause della fame non siano da individuare nella carenza di alimenti, ma nella possibilità di accedere al cibo, cioè nei disequilibri commercio internazionale e delle politiche agricole più recenti. Squilibri che fanno sì che proprio coloro che producono direttamente i beni alimentari, cioè le popolazioni rurali, siano quelli che nel mondo soffrono di più la fame.
Le ragioni del condurre una tale campagna stanno nel fatto che queste problematiche sono anche, direttamente o indirettamente, collegate ai nostri comportamenti d’acquisto e di consumo, ai nostri stili di vita e alle nostre scelte quotidiane.
Con essa il commercio equo e solidale intende sostenere il concetto di “sovranità alimentare”: il diritto delle comunità e dei Paesi di decidere le proprie politiche di produzione, distribuzione e consumo di alimenti in modo ecologicamente, socialmente, economicamente e culturalmente appropriato alle proprie situazioni specific
In occasione del World Fair Trade Day, l’associazione Le Tribù ha scelto di “festeggiare” il giorno del commercio equo e solidale proponendo uno spettacolo teatrale: “Senza cena ovvero i funerali di San Rocco” a cura dell’ Orchestra Teatralica, compagnia teatrale di Roma da anni impegnata nel teatro civile e di denuncia.
Lo spettacolo si terrà Venerdi 8 Maggio alle 20:30 presso la Casa del Fanciullo in Via Madonna del Principio di Torre del Greco (NA).
Per prenotare il biglietto raggiungi la Bottega in II Vico abolitomonte, 24 oppure chiama allo 0818821623 orari pomeridiani
L'associazione Le Tribù è sul web http://www.letribu.it/newseventi_fame.asp
Le organizzazioni di commercio equo di tutto il mondo si mobiliteranno nella settimana tra il 2 ed il 10 Maggio per un “Big bang” collettivo con lo scopo di “risvegliare il pianeta”.
L'associazione Le Tribù ha scelto come oggetto di mobilitazione il “Diritto al cibo” e la “Sovranità alimentare”, che è il tema della campagna “Diritto al cibo- La fame non è nella natura” condotta da Ctm insieme ad AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) e Legambiente per il periodo 2008-2010.
Il diritto al cibo è il diritto umano fondamentale. Nonostante esso sia sistematicamente collocato al primo posto delle emergenze da affrontare nell’agenda internazionale, nell’ultimo decennio il numero degli affamati nel mondo è cresciuto in maniera costante e considerevole: dagli 854 milioni di persone stimati nel 1992, ai 927 milioni citati nell’ultimo rapporto della Fao del dicembre 2008.
ANCORA OGGI NEL MONDO MUOIONO 5 MILIONI DI PERSONE PER FAME!!
UN NUMERO MAGGIORE DEI MORTI DOVUTI ALLE GUERRE NEL MONDO
La nostra chiave interpretativa è che le cause della fame non siano da individuare nella carenza di alimenti, ma nella possibilità di accedere al cibo, cioè nei disequilibri commercio internazionale e delle politiche agricole più recenti. Squilibri che fanno sì che proprio coloro che producono direttamente i beni alimentari, cioè le popolazioni rurali, siano quelli che nel mondo soffrono di più la fame.
Le ragioni del condurre una tale campagna stanno nel fatto che queste problematiche sono anche, direttamente o indirettamente, collegate ai nostri comportamenti d’acquisto e di consumo, ai nostri stili di vita e alle nostre scelte quotidiane.
Con essa il commercio equo e solidale intende sostenere il concetto di “sovranità alimentare”: il diritto delle comunità e dei Paesi di decidere le proprie politiche di produzione, distribuzione e consumo di alimenti in modo ecologicamente, socialmente, economicamente e culturalmente appropriato alle proprie situazioni specific
In occasione del World Fair Trade Day, l’associazione Le Tribù ha scelto di “festeggiare” il giorno del commercio equo e solidale proponendo uno spettacolo teatrale: “Senza cena ovvero i funerali di San Rocco” a cura dell’ Orchestra Teatralica, compagnia teatrale di Roma da anni impegnata nel teatro civile e di denuncia.
Lo spettacolo si terrà Venerdi 8 Maggio alle 20:30 presso la Casa del Fanciullo in Via Madonna del Principio di Torre del Greco (NA).
Per prenotare il biglietto raggiungi la Bottega in II Vico abolitomonte, 24 oppure chiama allo 0818821623 orari pomeridiani
L'associazione Le Tribù è sul web http://www.letribu.it/newseventi_fame.asp
Il Pride a Napoli il 30 maggio
Gaypride a Napoli
Con orgoglio e con gioia e con grande piacere, con giubilo e sommo gusto, annuncio anche io che tutte le realtà omosessuali, lesbiche e trans, già sostenute dall’Unione degli Studenti, la Cgil e il partito umanista (non conosco la lista completa delle adesioni), organizzeranno il 30 Maggio il secondo Pride a Napoli (non si chiama più gaypride perché se no ci dimenticheremmo dei trans o degli intersessuali?) dopo la bellezza di oltre dieci anni dall’ormai lontano Gaypride nazionale organizzato dalla sola “Arcigay e Arcilesbica” addirittura nel 1996, quando la povera strega maligna era solo uno studente universitario di specializzazione in psichiatria (non parlo mai della mia professione perché me ne vergogno?).
Questo evento, che mi auguro diventi uno dei cardini della politica omosessuale e cittadina napoletana (i diritti dei gay o delle trans sono i diritti di tutti o sono diversi?) è stato lanciato un mese fa da Carlo Cremona sul Corriere del Mezzogiorno, ma ho avuto il piacere di leggere la bozza del documento politico, che condivido in pieno soprattutto quando parla del dramma dei gay e delle trans in Italia e nel mondo, delle difficoltà nella scuola e sul lavoro (quanti trans lavorano in Italia, quanti gay possono andare a scuola liberamente manifestando i loro amori adolescenziali?) e della necessità di creare un movimento che si aggreghi con altre forze innovative del territorio campano.
Nei fatti lamento sempre che di chiacchiere se ne fanno tante sui giornali, finalmente anche sui gay, negati per secoli nel nostro paese, in particolare durante l’era fascista, durante la quale subimmo ugualmente le persecuzioni razziali, ma che di leggi e di provvedimenti, di buone pratiche e di sensibilizzazione non se ne fa proprio per niente. In Italia possiamo citare un decreto del 2003, recepito forzatamente dall’Europa, contro le discriminazioni sul posto di lavoro, mai applicato, reso noto solo dopo il 2007, scoperto per caso da un nostro giurista. In Italia il PD è l’unico partito di massa che cita espressamente l’orientamento sessuale come non discriminante nello statuto Nazionale e nella maggior parte degli statuti Regionali (ma non in quello della Campania, nonostante le mie vivaci proteste e quelle del mio circolo dell’Avvocata). In Campania per la prima volta quest’anno saranno presentati candidati gay e transessuali in alcuni partiti minori, ed il PdL Salerno sembra abbia effettivamente proposto la Dott.ssa Martina Castellano, splendida come donna, come fu saggia quando decise di non essere più uomo, nessuno però effettivamente elegibile…
Portare omosessuali al gaypride, trans al transpride, lesbiche al lesbopride, è come portare i noiosi etero al matrimonio!
Insomma portare tutti e tutte al Pride regionale a Napoli è da ora in poi il mio obiettivo principale (errata corrige: gli etero saranno noiosi finché gli omosessuali saranno gai!).
Solo il successo di questa manifestazione convincerà i più restii tra i suoi organizzatori a non lasciare che diventi solo un episodio isolato legato troppo palesemente al momento elettorale.
Pubblicherò appena possibile il documento politico definitivo, sperando di leggervi, nonostante l’accapigliarsi che spesso usa tra le donne ed i femminielli a Napoli, che il movimento dei promotori e dei sostenitori si è accresciuto tanto da garantire come obiettivo prioritario la periodica ripetizione ogni anno del Pride, che a me piace dire gaypride, nella Regione Campania se non sempre a Napoli !!
Insomma… non ci sia due senza tre !!!
Viva il Pride a Napoli !!!!!
Con orgoglio e con gioia e con grande piacere, con giubilo e sommo gusto, annuncio anche io che tutte le realtà omosessuali, lesbiche e trans, già sostenute dall’Unione degli Studenti, la Cgil e il partito umanista (non conosco la lista completa delle adesioni), organizzeranno il 30 Maggio il secondo Pride a Napoli (non si chiama più gaypride perché se no ci dimenticheremmo dei trans o degli intersessuali?) dopo la bellezza di oltre dieci anni dall’ormai lontano Gaypride nazionale organizzato dalla sola “Arcigay e Arcilesbica” addirittura nel 1996, quando la povera strega maligna era solo uno studente universitario di specializzazione in psichiatria (non parlo mai della mia professione perché me ne vergogno?).
Questo evento, che mi auguro diventi uno dei cardini della politica omosessuale e cittadina napoletana (i diritti dei gay o delle trans sono i diritti di tutti o sono diversi?) è stato lanciato un mese fa da Carlo Cremona sul Corriere del Mezzogiorno, ma ho avuto il piacere di leggere la bozza del documento politico, che condivido in pieno soprattutto quando parla del dramma dei gay e delle trans in Italia e nel mondo, delle difficoltà nella scuola e sul lavoro (quanti trans lavorano in Italia, quanti gay possono andare a scuola liberamente manifestando i loro amori adolescenziali?) e della necessità di creare un movimento che si aggreghi con altre forze innovative del territorio campano.
Nei fatti lamento sempre che di chiacchiere se ne fanno tante sui giornali, finalmente anche sui gay, negati per secoli nel nostro paese, in particolare durante l’era fascista, durante la quale subimmo ugualmente le persecuzioni razziali, ma che di leggi e di provvedimenti, di buone pratiche e di sensibilizzazione non se ne fa proprio per niente. In Italia possiamo citare un decreto del 2003, recepito forzatamente dall’Europa, contro le discriminazioni sul posto di lavoro, mai applicato, reso noto solo dopo il 2007, scoperto per caso da un nostro giurista. In Italia il PD è l’unico partito di massa che cita espressamente l’orientamento sessuale come non discriminante nello statuto Nazionale e nella maggior parte degli statuti Regionali (ma non in quello della Campania, nonostante le mie vivaci proteste e quelle del mio circolo dell’Avvocata). In Campania per la prima volta quest’anno saranno presentati candidati gay e transessuali in alcuni partiti minori, ed il PdL Salerno sembra abbia effettivamente proposto la Dott.ssa Martina Castellano, splendida come donna, come fu saggia quando decise di non essere più uomo, nessuno però effettivamente elegibile…
Portare omosessuali al gaypride, trans al transpride, lesbiche al lesbopride, è come portare i noiosi etero al matrimonio!
Insomma portare tutti e tutte al Pride regionale a Napoli è da ora in poi il mio obiettivo principale (errata corrige: gli etero saranno noiosi finché gli omosessuali saranno gai!).
Solo il successo di questa manifestazione convincerà i più restii tra i suoi organizzatori a non lasciare che diventi solo un episodio isolato legato troppo palesemente al momento elettorale.
Pubblicherò appena possibile il documento politico definitivo, sperando di leggervi, nonostante l’accapigliarsi che spesso usa tra le donne ed i femminielli a Napoli, che il movimento dei promotori e dei sostenitori si è accresciuto tanto da garantire come obiettivo prioritario la periodica ripetizione ogni anno del Pride, che a me piace dire gaypride, nella Regione Campania se non sempre a Napoli !!
Insomma… non ci sia due senza tre !!!
Viva il Pride a Napoli !!!!!
venerdì 17 aprile 2009
Eè tornato Peter Pan
mostra personale di paola ambrosio dal 17 aprile al 30 giugno 2009 Libreria ubik via benedetto croce 28 Napoli
Paola Ambrosio, artista e illustratrice, ci introduce nel favoloso mondo che le gira intorno: un mondo immaginario di disegni, cartapesta e colori. Tutto è cominciato con Susy Carie, personaggio di fantasia che sembrava destinato a rimanere nascosto nelle pagine di un libro illustrato, poi un bel giorno l'idea di trasformare Susy in un pupazzo di cartapesta. Sprigionato l'istinto di dar forma alle idee sono nate così altre sculture dalle forme bizzarre: draghi, balene, cagnolini e persino un pupo aviatore!
"I miei lavori - dice l'artista - prendono forma dai ricordi, dai desideri incompiuti di quando da piccola immaginavo personaggi di fantasia con cui giocare, dall'amore per i colori e la straordinaria fantasia di Chagall, dall'amirazione per un artista come Depero, capace di trasferire il suo estro su tela, carta, stoffa e cartone; ma la vera forza - aggiunge - sono i miei figli, che mi hanno influenzato con i loro disegni senza sovrastutture".
inaugurazione venerdì 17 aprile 2009, ore 19
Paola Ambrosio, artista e illustratrice, ci introduce nel favoloso mondo che le gira intorno: un mondo immaginario di disegni, cartapesta e colori. Tutto è cominciato con Susy Carie, personaggio di fantasia che sembrava destinato a rimanere nascosto nelle pagine di un libro illustrato, poi un bel giorno l'idea di trasformare Susy in un pupazzo di cartapesta. Sprigionato l'istinto di dar forma alle idee sono nate così altre sculture dalle forme bizzarre: draghi, balene, cagnolini e persino un pupo aviatore!"I miei lavori - dice l'artista - prendono forma dai ricordi, dai desideri incompiuti di quando da piccola immaginavo personaggi di fantasia con cui giocare, dall'amore per i colori e la straordinaria fantasia di Chagall, dall'amirazione per un artista come Depero, capace di trasferire il suo estro su tela, carta, stoffa e cartone; ma la vera forza - aggiunge - sono i miei figli, che mi hanno influenzato con i loro disegni senza sovrastutture".
inaugurazione venerdì 17 aprile 2009, ore 19
giovedì 16 aprile 2009
comunicato stampa dei GIURISTI DEMOCRATICI sulla sentenza della cassazione che nega il diritto al ricongiungimento per una coppia neozelandese
Napoli 15 aprile 2009
I Giuristi Democratici di Napoli intendono sollevare fortemente la questione posta dalla sentenza 6441/2009 della Corte di Cassazione. Con tale sentenza la Corte ha respinto definitivamente la richiesta di ricongiungimento spettante al coniuge. La motivazione alla base del provvedimento è che la coppia essendo costituita da soggetti appartenenti allo stesso sesso.
La sentenza della Corte di Cassazione è soltanto l'ultima tappa di un lungo procedimento, previsto dal nostro ordinamento, innescato dalla concessione e poi dal seguente ritiro e quindi dall'impugnazione davanti il Tribunale competente di una richiesta di autorizzazione a ricongiungimento familiare spettante al coniuge, così come previsto e regolamentato da tutti gli ordinamenti del mondo, richiesta avanzata da una coppia omosessuale neozelandese regolarmente unita così come permesso dalle normative della Nuova Zelanda.
Ebbene la Corte di Cassazione italiana con la sua sentenza che chiude definitivamente il procedimento ha sugellato giuridicamente la chiusura delle nostre frontiere a coppie omosessuali regolarmete unite a formare unione familiare nel proprio paese di origine.
E' ovvio che la sentenza da il crisma della giuridicità ad una chiusura che è del tutto culturale. Essa infatti nelle motivazioni finalmente rese pubbliche rigetta qualunque tipo di interpretazione innanzitutto della legge ordinaria italiana come giustamente suggerito dagli avvocati della coppia proponente la questione , e soprattutto sugella quella visione assolutamente restrittiva della nostra Carta Costituzionale così cara ai sostenitori della famiglia santificata dal matrimonio concordatario. La Corte infine dichiarando l'irrecepibilità di tutta la normativa europea, dalla Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo alla Carta di Nizza al Trattato di Lisbona all'interno del nostro ordinamento dichiarato quindi anacronisticamente sovrano sui diritti umani, fa del nostro Paese un fortino all'interno del quale difendere tesi e culture barbare dall'assalto della modernità.
E' evidente "l'arbitraria ingerenza all'interno delle scelte del modello familiare avente anche portata discriminatoria sulla base degli orientamenti sessuali" operata dalla Corte di Cassazione che sancisce consentendolo " l'ingerenza dell'autorità pubblica rispetto alla sfera personale facendo leva sui fenomeni migratori".
Noi Giuristi Democratici continuiamo a sostenere ovunque i diritti di tutti e di ciascuno, difendendo l'abbattimento di ogni barriera atta alla restrizione dei diritti conquistati, dovendo dunque essi valere universalmente ed universalmente difesi.
Avv. Salvatore Romano
Giuristi Democratici di Napoli
La sentenza
I Giuristi Democratici di Napoli intendono sollevare fortemente la questione posta dalla sentenza 6441/2009 della Corte di Cassazione. Con tale sentenza la Corte ha respinto definitivamente la richiesta di ricongiungimento spettante al coniuge. La motivazione alla base del provvedimento è che la coppia essendo costituita da soggetti appartenenti allo stesso sesso.
La sentenza della Corte di Cassazione è soltanto l'ultima tappa di un lungo procedimento, previsto dal nostro ordinamento, innescato dalla concessione e poi dal seguente ritiro e quindi dall'impugnazione davanti il Tribunale competente di una richiesta di autorizzazione a ricongiungimento familiare spettante al coniuge, così come previsto e regolamentato da tutti gli ordinamenti del mondo, richiesta avanzata da una coppia omosessuale neozelandese regolarmente unita così come permesso dalle normative della Nuova Zelanda.
Ebbene la Corte di Cassazione italiana con la sua sentenza che chiude definitivamente il procedimento ha sugellato giuridicamente la chiusura delle nostre frontiere a coppie omosessuali regolarmete unite a formare unione familiare nel proprio paese di origine.
E' ovvio che la sentenza da il crisma della giuridicità ad una chiusura che è del tutto culturale. Essa infatti nelle motivazioni finalmente rese pubbliche rigetta qualunque tipo di interpretazione innanzitutto della legge ordinaria italiana come giustamente suggerito dagli avvocati della coppia proponente la questione , e soprattutto sugella quella visione assolutamente restrittiva della nostra Carta Costituzionale così cara ai sostenitori della famiglia santificata dal matrimonio concordatario. La Corte infine dichiarando l'irrecepibilità di tutta la normativa europea, dalla Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo alla Carta di Nizza al Trattato di Lisbona all'interno del nostro ordinamento dichiarato quindi anacronisticamente sovrano sui diritti umani, fa del nostro Paese un fortino all'interno del quale difendere tesi e culture barbare dall'assalto della modernità.
E' evidente "l'arbitraria ingerenza all'interno delle scelte del modello familiare avente anche portata discriminatoria sulla base degli orientamenti sessuali" operata dalla Corte di Cassazione che sancisce consentendolo " l'ingerenza dell'autorità pubblica rispetto alla sfera personale facendo leva sui fenomeni migratori".
Noi Giuristi Democratici continuiamo a sostenere ovunque i diritti di tutti e di ciascuno, difendendo l'abbattimento di ogni barriera atta alla restrizione dei diritti conquistati, dovendo dunque essi valere universalmente ed universalmente difesi.
Avv. Salvatore Romano
Giuristi Democratici di Napoli
La sentenza
Il vento fa il suo giro
Il vento fa il suo giro, 91', 2005 colore. Il film di Giorgio Diritti che ci narra il conflitto tra indigeni e trapiantati, tra una salda(?) identità e la paura di cambiare
Girato interamente nelle valli occitane del Piemonte, un ex professore decide di trasferirsi con tutta la sua famiglia – una moglie e tre figli - in un paesino di poche anime, sulle montagne, per poter vivere secondo natura. Nella diffidenza generale, Philippe e sua moglie vivono di pastorizia, cercando di raggiungere quel difficile equilibrio con le cose del mondo e con gli anziani abitanti del posto.
E l'aura fai son vir - questo il titolo occitano del film - si riferisce al detto popolare che vuole il vento una metafora di tutte le cose, un movimento circolare in cui tutto torna, come rappresentato nel film dalla figura di uno scemo del villaggio che corre nei prati simulando il gesto del volo. Questa pellicola, senza scomodare miti e profeti, ha la forza di un trattato antropologico, ma senza perdersi nella retorica dei buoni sentimenti, sottolineando piuttosto come la vita si componga di sensazioni contrastanti e sgradevoli, in un cinismo che contagia, ma rende liberi da pregiudizi e ipocrisie. Tre aggettivi per descriverlo? Genuino, inaspettato, meraviglioso. Come le anime salve che descrive, uomini in cerca di un senso che l'esistenza stessa allontana ogni giorno di più.
Girato interamente nelle valli occitane del Piemonte, un ex professore decide di trasferirsi con tutta la sua famiglia – una moglie e tre figli - in un paesino di poche anime, sulle montagne, per poter vivere secondo natura. Nella diffidenza generale, Philippe e sua moglie vivono di pastorizia, cercando di raggiungere quel difficile equilibrio con le cose del mondo e con gli anziani abitanti del posto.
E l'aura fai son vir - questo il titolo occitano del film - si riferisce al detto popolare che vuole il vento una metafora di tutte le cose, un movimento circolare in cui tutto torna, come rappresentato nel film dalla figura di uno scemo del villaggio che corre nei prati simulando il gesto del volo. Questa pellicola, senza scomodare miti e profeti, ha la forza di un trattato antropologico, ma senza perdersi nella retorica dei buoni sentimenti, sottolineando piuttosto come la vita si componga di sensazioni contrastanti e sgradevoli, in un cinismo che contagia, ma rende liberi da pregiudizi e ipocrisie. Tre aggettivi per descriverlo? Genuino, inaspettato, meraviglioso. Come le anime salve che descrive, uomini in cerca di un senso che l'esistenza stessa allontana ogni giorno di più.
Contratti di convivenza per le famiglie di fatto
Questo articolo proviene dal sito dell'ADUC (http://www.aduc.it)
una guida importante, ricca di utili consigli per chi come me ha un compagno ma non è sposata...
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Contratti di convivenza per le famiglie di fatto
Falliti i tentativi di introduzione di Pacs e Dico, un riconoscimento giuridico organico delle coppie di fatto da parte del legislatore italiano e' oggi ben lontano dall'avvenire; nel frattempo aumenta la discrasia fra realta' sociale e veste formale delle unioni di fatto, "fenomeno" con cui anche il diritto, piaccia o meno al Parlamento, deve confrontarsi. L' evoluzione sociale italiana degli ultimi trent'anni e' ben descritta dai termini della lingua italiana utilizzati per indicare questa realta': prima della riforma del diritto di famiglia si parlava di "concubinato" (con una evidente valenza negativa legata soprattutto alle norme penali); si e' poi passati alla "convivenza more uxorio" (termine chiaramente indicativo della innegabilita' di una realta' impostasi con propria forza nel panorama sociale), e successivamente alla "famiglia di fatto" o "unione di fatto" odierna. La legge non ha pero' tenuto il passo dell'evoluzione sociale e il risultato, ad oggi, e' un panoram
a giuridico schizofrenico: non esiste una normativa unitario che riconosca le coppie di fatto, ma diverse leggi speciali (come vedremo) se ne occupano, in un complesso normativo estremamente disarticolato.
Determinante e' stato allora il ruolo dei giudici che, chiamati a decidere sulle situazioni giuridiche dei conviventi nel corso e dopo la fine del rapporto, hanno contribuito all'evoluzione giuridica della tutela delle coppie di fatto, richiamando prima di tutto l'art. 2 della Costituzione che tutela il diritto inviolabile di manifestare la propria personalità in una formazione sociale, che e' appunto la coppia, anche al di fuori dell'ipotesi legislativa del matrimonio. Posta questa base, in assenza di legislazione unitaria, i giudici si sono poi indirizzati tentando di costruire attorno alle famiglie di fatto una sorta di sistema parametrato a quello della famiglia fondata sul matrimonio.
Ai singoli resta comunque la possibilita', in assenza di norme organiche, di disciplinare autonomamente il proprio rapporto, con veri e propri contratti di convivenza o patti di convivenza che dir si voglia. Le persone sono infatti libere di concludere contratti atipici (cioe' non espressamente disciplinati dalla legge) in piena autonomia, purche' "siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico" (art. 1322 del Codice civile).
Le coppie possono quindi disciplinare moltissimi aspetti della convivenza (prevalentemente da un punto di vista patrimoniale) e della cessazione del rapporto. Quello che segue e' una sorta di vademecum schematico su cosa si puo' e non si puo' disciplinare contrattualmente, su quali leggi (abbiamo considerato quelle maggiormente rilevanti) esistano in materia, sui diritti e doveri riconosciuti dalla giurisprudenza.
Rapporti economici nel corso del rapporto
E' possibile disciplinare contrattualmente tutti gli aspetti economici relativi alla vita quotidiana e a situazioni di straordinaria amministrazione, creare fondi comuni per la gestione della vita quotidiana, determinare diritti e doveri reciproci. E' possibile disciplinare contrattualmente il regime giuridico degli acquisti fatti durante la convivenza, tenendo presenti le norme che regolamentano la comunione ordinaria, prevedendo la contitolarita' dei beni e conferendo contrattualmente l'obbligo reciproco di trasferire all'altra persona quota del diritto acquistato. Il titolo dell'obbligo risiedera' nella reciproca contribuzione al rapporto di convivenza.
Rapporti economici dopo la fine del rapporto
E' possibile disciplinare con contratto anche i rapporti economici dopo la fine del rapporto, prevedendo ad esempio l'obbligo di pagamento di una penale da parte di uno dei due conviventi in favore dell'altro, in caso di cessazione del rapporto, disciplinando il regime che seguiranno i beni acquistati, "destino" che la Corte di Cassazione ha poi riconosciuto con la possibilita' di corresponsione, nei rapporti caratterizzati da stabilita', continuita' e regolarita', di somme di denaro fisse per un periodo di tempo (una sorta di equivalente dell'assegno divorzile) – Cass. Sez. Prima n. 11975/03.
Diritti a seguito di morte del convivente
L'eredita'
Non esiste un diritto alla successione, dunque i conviventi potranno prevedere dei lasciti in favore dell'altro, che pero' non ledano le quote "di legittima" di eventuali eredi.
Risarcimento del danno da morte
In caso di morte del convivente per fatto illecito del terzo (es. in un incidente stradale), la giurisprudenza ha ormai pacificamente stabilito che e' ammesso il risarcimento dei danni morali e patrimoniali al superstite, se si da' prova del venir meno dell'apporto economico da lui offerto in vita (Corte Costituzionale, sent. n. 2988/1994).
Assegnazione di casa popolare in caso di morte del convivente
La giurisprudenza ha riconosciuto al convivente more uxorio il diritto al subentro nell'assegnazione di un alloggio dell'edilizia residenziale pubblica in caso di morte dell'assegnatario. L'unica condizione richiesta, ai fini dell'accoglimento della domanda, e' che la convivenza con l'assegnatario perdurasse al momento del decesso dell'assegnatario.
Diritti di abitazione
Casa in affitto e morte del convivente
La Corte Costituzionale ha riconosciuto (sentenza n. 404/1988) il diritto a succedere nel contratto di affitto della casa comune in caso di morte del coniuge.
Casa e cessazione della convivenza
Con la stessa sentenza la Corte Costituzionale ha anche riconosciuto il diritto a succedere nel contratto di affitto -in presenza di figli- nel caso di allontanamento dalla abitazione per cessazione del rapporto.
Casa popolare e morte del convivente
Ricalcando le pronunce della Corte costituzionale poco sopra richiamate, la Cassazione ha riconosciuto al convivente more uxorio il diritto al subentro nell'assegnazione di un alloggio dell'edilizia residenziale pubblica in caso di morte dell'assegnatario. L'unica condizione richiesta, ai fini dell'accoglimento della domanda, e' che la convivenza con l'assegnatario perdurasse al momento del decesso dell'assegnatario.
Famiglia anagrafica
L'art. 4 D.p.r. n. 223 del 1989 definisce famiglia anagrafica non solo quella fondata sul matrimonio e legata da rapporti di parentela, affinita', affiliazione ed adozione ma, ogni altro nucleo che si fonda su legami affettivi, caratterizzato dalla convivenza e dalla comunione di tutto o parte del reddito dei componenti per soddisfare le esigenze comuni, quindi anche la famiglia di fatto. Questa definizione pero' ha una portata decisamente limitata, poiche' consente di provare la convivenza per le finalita' previste dalla legge, e cioe':
- computo del reddito del convivente per la richiesta di gratuito patrocinio a spese dello Stato nelle cause civili, amministrative e penali (il convivente e' considerato tale, dalla legge italiana, quando e' lo Stato che ne puo' trarre beneficio -in questo caso diminuendo le possibilita' di accesso al patrocinio gratuito!);
- possibilita' del convivente di non fare deposizioni in giudizio (art. 199 c.p.p.);
- dipendenti pubblici conviventi con persone portatrici di handicap, che intendano ottenere il trasferimento per avvicinarsi al luogo di residenza (D.M. n. 382/95)
Convivenza e figli
In presenza di figli dei conviventi, il legislatore ha posto maggiori tutele in virtu' dell'interesse del minore. Il figlio nato fra conviventi ha ovviamente tutti i diritti dei figli nati in una coppia sposata, in punto di assistenza da parte dei genitori sia morale che materiale, sia durante il rapporto di convivenza che successivamente alla sua cessazione. E in quest'ottica la Corte Costituzionale (sentenza n. 166/1998) ha stabilito che in presenza di figli la casa familiare, indipendentemente da chi sia il titolare del diritto di proprieta', debba essere assegnata al genitore affidatario.
Adozione
L'art. 44 L. n. 184/1983 permette in alcuni casi, l'adozione a chi non e' coniugato. La legge quindi prevede espressamente la possibilita' che un single adotti un bambino, non anche una coppia di fatto (benche' l'adozione possa essere richiesta, nei casi indicati dalla legge stessa, da un singolo nell'ambito di un rapporto di coppia).
Fisco e tributi
Quando si tratta di pagare, la convivenza assume magicamente rilevanza giuridica e il convivente diventa responsabile in solido per il pagamento delle imposte che il compagno deve al fisco.
una guida importante, ricca di utili consigli per chi come me ha un compagno ma non è sposata...
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Contratti di convivenza per le famiglie di fatto
Falliti i tentativi di introduzione di Pacs e Dico, un riconoscimento giuridico organico delle coppie di fatto da parte del legislatore italiano e' oggi ben lontano dall'avvenire; nel frattempo aumenta la discrasia fra realta' sociale e veste formale delle unioni di fatto, "fenomeno" con cui anche il diritto, piaccia o meno al Parlamento, deve confrontarsi. L' evoluzione sociale italiana degli ultimi trent'anni e' ben descritta dai termini della lingua italiana utilizzati per indicare questa realta': prima della riforma del diritto di famiglia si parlava di "concubinato" (con una evidente valenza negativa legata soprattutto alle norme penali); si e' poi passati alla "convivenza more uxorio" (termine chiaramente indicativo della innegabilita' di una realta' impostasi con propria forza nel panorama sociale), e successivamente alla "famiglia di fatto" o "unione di fatto" odierna. La legge non ha pero' tenuto il passo dell'evoluzione sociale e il risultato, ad oggi, e' un panoram
a giuridico schizofrenico: non esiste una normativa unitario che riconosca le coppie di fatto, ma diverse leggi speciali (come vedremo) se ne occupano, in un complesso normativo estremamente disarticolato.
Determinante e' stato allora il ruolo dei giudici che, chiamati a decidere sulle situazioni giuridiche dei conviventi nel corso e dopo la fine del rapporto, hanno contribuito all'evoluzione giuridica della tutela delle coppie di fatto, richiamando prima di tutto l'art. 2 della Costituzione che tutela il diritto inviolabile di manifestare la propria personalità in una formazione sociale, che e' appunto la coppia, anche al di fuori dell'ipotesi legislativa del matrimonio. Posta questa base, in assenza di legislazione unitaria, i giudici si sono poi indirizzati tentando di costruire attorno alle famiglie di fatto una sorta di sistema parametrato a quello della famiglia fondata sul matrimonio.
Ai singoli resta comunque la possibilita', in assenza di norme organiche, di disciplinare autonomamente il proprio rapporto, con veri e propri contratti di convivenza o patti di convivenza che dir si voglia. Le persone sono infatti libere di concludere contratti atipici (cioe' non espressamente disciplinati dalla legge) in piena autonomia, purche' "siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico" (art. 1322 del Codice civile).
Le coppie possono quindi disciplinare moltissimi aspetti della convivenza (prevalentemente da un punto di vista patrimoniale) e della cessazione del rapporto. Quello che segue e' una sorta di vademecum schematico su cosa si puo' e non si puo' disciplinare contrattualmente, su quali leggi (abbiamo considerato quelle maggiormente rilevanti) esistano in materia, sui diritti e doveri riconosciuti dalla giurisprudenza.
Rapporti economici nel corso del rapporto
E' possibile disciplinare contrattualmente tutti gli aspetti economici relativi alla vita quotidiana e a situazioni di straordinaria amministrazione, creare fondi comuni per la gestione della vita quotidiana, determinare diritti e doveri reciproci. E' possibile disciplinare contrattualmente il regime giuridico degli acquisti fatti durante la convivenza, tenendo presenti le norme che regolamentano la comunione ordinaria, prevedendo la contitolarita' dei beni e conferendo contrattualmente l'obbligo reciproco di trasferire all'altra persona quota del diritto acquistato. Il titolo dell'obbligo risiedera' nella reciproca contribuzione al rapporto di convivenza.
Rapporti economici dopo la fine del rapporto
E' possibile disciplinare con contratto anche i rapporti economici dopo la fine del rapporto, prevedendo ad esempio l'obbligo di pagamento di una penale da parte di uno dei due conviventi in favore dell'altro, in caso di cessazione del rapporto, disciplinando il regime che seguiranno i beni acquistati, "destino" che la Corte di Cassazione ha poi riconosciuto con la possibilita' di corresponsione, nei rapporti caratterizzati da stabilita', continuita' e regolarita', di somme di denaro fisse per un periodo di tempo (una sorta di equivalente dell'assegno divorzile) – Cass. Sez. Prima n. 11975/03.
Diritti a seguito di morte del convivente
L'eredita'
Non esiste un diritto alla successione, dunque i conviventi potranno prevedere dei lasciti in favore dell'altro, che pero' non ledano le quote "di legittima" di eventuali eredi.
Risarcimento del danno da morte
In caso di morte del convivente per fatto illecito del terzo (es. in un incidente stradale), la giurisprudenza ha ormai pacificamente stabilito che e' ammesso il risarcimento dei danni morali e patrimoniali al superstite, se si da' prova del venir meno dell'apporto economico da lui offerto in vita (Corte Costituzionale, sent. n. 2988/1994).
Assegnazione di casa popolare in caso di morte del convivente
La giurisprudenza ha riconosciuto al convivente more uxorio il diritto al subentro nell'assegnazione di un alloggio dell'edilizia residenziale pubblica in caso di morte dell'assegnatario. L'unica condizione richiesta, ai fini dell'accoglimento della domanda, e' che la convivenza con l'assegnatario perdurasse al momento del decesso dell'assegnatario.
Diritti di abitazione
Casa in affitto e morte del convivente
La Corte Costituzionale ha riconosciuto (sentenza n. 404/1988) il diritto a succedere nel contratto di affitto della casa comune in caso di morte del coniuge.
Casa e cessazione della convivenza
Con la stessa sentenza la Corte Costituzionale ha anche riconosciuto il diritto a succedere nel contratto di affitto -in presenza di figli- nel caso di allontanamento dalla abitazione per cessazione del rapporto.
Casa popolare e morte del convivente
Ricalcando le pronunce della Corte costituzionale poco sopra richiamate, la Cassazione ha riconosciuto al convivente more uxorio il diritto al subentro nell'assegnazione di un alloggio dell'edilizia residenziale pubblica in caso di morte dell'assegnatario. L'unica condizione richiesta, ai fini dell'accoglimento della domanda, e' che la convivenza con l'assegnatario perdurasse al momento del decesso dell'assegnatario.
Famiglia anagrafica
L'art. 4 D.p.r. n. 223 del 1989 definisce famiglia anagrafica non solo quella fondata sul matrimonio e legata da rapporti di parentela, affinita', affiliazione ed adozione ma, ogni altro nucleo che si fonda su legami affettivi, caratterizzato dalla convivenza e dalla comunione di tutto o parte del reddito dei componenti per soddisfare le esigenze comuni, quindi anche la famiglia di fatto. Questa definizione pero' ha una portata decisamente limitata, poiche' consente di provare la convivenza per le finalita' previste dalla legge, e cioe':
- computo del reddito del convivente per la richiesta di gratuito patrocinio a spese dello Stato nelle cause civili, amministrative e penali (il convivente e' considerato tale, dalla legge italiana, quando e' lo Stato che ne puo' trarre beneficio -in questo caso diminuendo le possibilita' di accesso al patrocinio gratuito!);
- possibilita' del convivente di non fare deposizioni in giudizio (art. 199 c.p.p.);
- dipendenti pubblici conviventi con persone portatrici di handicap, che intendano ottenere il trasferimento per avvicinarsi al luogo di residenza (D.M. n. 382/95)
Convivenza e figli
In presenza di figli dei conviventi, il legislatore ha posto maggiori tutele in virtu' dell'interesse del minore. Il figlio nato fra conviventi ha ovviamente tutti i diritti dei figli nati in una coppia sposata, in punto di assistenza da parte dei genitori sia morale che materiale, sia durante il rapporto di convivenza che successivamente alla sua cessazione. E in quest'ottica la Corte Costituzionale (sentenza n. 166/1998) ha stabilito che in presenza di figli la casa familiare, indipendentemente da chi sia il titolare del diritto di proprieta', debba essere assegnata al genitore affidatario.
Adozione
L'art. 44 L. n. 184/1983 permette in alcuni casi, l'adozione a chi non e' coniugato. La legge quindi prevede espressamente la possibilita' che un single adotti un bambino, non anche una coppia di fatto (benche' l'adozione possa essere richiesta, nei casi indicati dalla legge stessa, da un singolo nell'ambito di un rapporto di coppia).
Fisco e tributi
Quando si tratta di pagare, la convivenza assume magicamente rilevanza giuridica e il convivente diventa responsabile in solido per il pagamento delle imposte che il compagno deve al fisco.
mercoledì 15 aprile 2009
la biblioteca dei trasporti Cesare Pozzo
Il 18 aprile 2009 nei nuovi locali ristrutturati e messi a
disposizione della nascente Fondazione Cesare Pozzo per la
Mutualità, riapre agli utenti la Biblioteca Cesare Pozzo
dei trasporti e della mutualità.
La Cesare Pozzo è la più grande biblioteca d'Italia
specializzata in politica, storia, tecnica ed economia dei trasporti.
La raccolta bibliografica comprende 20.000 volumi con
diversi libri unici, 70 testate di periodici e riviste
specializzate, oltre 300 tesi di laurea e testi sul
movimento sindacale, cooperativo e mutualistico.
La biblioteca fa parte del Sistema bibliotecario nazionale
(Sbn) e il catalogo è consultabile online.
SABATO 18 APRILE, MILANO, VIA SAN GREGORIO 48
Programma
Ore 9.30
apertura dei lavori
saluto e relazione introduttiva di
Americo Pagliara
presidente della Fondazione Cesare Pozzo
ore 10.00
relazione di Stefano Maggi
storico responsabile del Comitato Scentifico della
Biblioteca, docente
all'Università di Siena
ore 10.45
saluto dei Dirigenti della Mutua Cesare Pozzo
ore 11.00
informazioni sul ruolo della Fondazione e della Biblioteca
ore 11.30
rinfresco
disposizione della nascente Fondazione Cesare Pozzo per la
Mutualità, riapre agli utenti la Biblioteca Cesare Pozzo
dei trasporti e della mutualità.
La Cesare Pozzo è la più grande biblioteca d'Italia
specializzata in politica, storia, tecnica ed economia dei trasporti.
La raccolta bibliografica comprende 20.000 volumi con
diversi libri unici, 70 testate di periodici e riviste
specializzate, oltre 300 tesi di laurea e testi sul
movimento sindacale, cooperativo e mutualistico.
La biblioteca fa parte del Sistema bibliotecario nazionale
(Sbn) e il catalogo è consultabile online.
SABATO 18 APRILE, MILANO, VIA SAN GREGORIO 48
Programma
Ore 9.30
apertura dei lavori
saluto e relazione introduttiva di
Americo Pagliara
presidente della Fondazione Cesare Pozzo
ore 10.00
relazione di Stefano Maggi
storico responsabile del Comitato Scentifico della
Biblioteca, docente
all'Università di Siena
ore 10.45
saluto dei Dirigenti della Mutua Cesare Pozzo
ore 11.00
informazioni sul ruolo della Fondazione e della Biblioteca
ore 11.30
rinfresco
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