martedì 23 dicembre 2008
Un commento sull'allarme povertà
pc
domenica 21 dicembre 2008
21 dicembre 2008 Orgasmo cosmico
aderiamo in massa e sommergiamo il mondo di energia positiva e amorevole!
sabato 20 dicembre 2008
Città di Partenope
Lo sviluppo di una cittadinanza attiva è proprio ciò di cui ci occupiamo su http://www.cittadipartenope.it
Città di Partenope è la voglia di distinguersi da tutto questo e di riprendersi in mano il proprio destino, di gridare forte contro chi ha rovinato Napoli: “Se quelli sono napoletani, allora noi siamo partenopei”. E’ il nome perfetto di un’idea, perché dà il senso della diversità, perché fa sentire l’orgoglio di provenire da una storia antica.
Città di Partenope è un’identità. E’ un vestito messo addosso a un sentimento. Esiste già nel cuore di migliaia e migliaia di persone. Per questo coinvolge, contagia, calamìta, avvince.
Noi cittadini di Partenope intendiamo sviluppare la cultura civica, il senso della legalità e dello Stato e abbiamo l’ambizione d’incidere sulla vita cittadina attraverso iniziative concrete. Chi entra nella Città e si unisce al nostro impegno, viene iscritto di diritto nell’ “anagrafe comunale” di Partenope. Tutti gli iscritti vengono automaticamente riconosciuti non come soci ma come “cittadini”, ricevono non una tessera ma una “carta d’identità”. L’unico ma vincolante impegno per chi vi aderisce è quello di sottoscrivere e osservare il codice etico della Città. Una specie di galateo nel quale riconoscersi tutti.
In questo modo vogliamo anche riconquistare regole minime di convivenza.
Oggi siamo già mille cittadini, ma più siamo meglio è.
Pensiamo a una città diversa insieme!
Il gioco è sfatto
Quando La Repubblica ci vedrà in azione, per sostenere istanze di democrazia diretta, per fermarci a riflettere sul senso di questa parola, per praticare la politica di quelli che non contano niente, forse non titolerà più nulla su di noi e per noi sarà molto meglio.
venerdì 19 dicembre 2008
Napoli Monitor, dicembre 2008, anno 3 n.19
In copertina, e pag. 6 e 7 – Neri dalla rabbia. A settembre la camorra ammazza sei africani a Castel Volturno, due mesi dopo le forze dell’ordine compiono una violenta retata di migranti. Il sindaco applaude, i media sorvolano. Voci e punti di riferimento degli africani del litorale domizio
Pag. 2 e 3 – Rewind: Dalla farsa alla tragedia. Indagato il presidente del porto, un assessore si dimette, un altro si toglie la vita
Pag. 4 – Blindati nel parco del Vesuvio. Bertolaso torna alla carica a Terzino legalizzando vecchie e nuove discariche
Perdere la scuola elementare. Il decreto 137 mantiene il tempo pieno, che però a Napoli non raggiunge il due per cento
Pag. 5 – Castel Volturno Blues. Tre storie di immigrati
Pag. 8 – La venditrice cinese. La ragazza cinese mi aveva intercettato sul sito di aste on-line, ma le nostre trattative durarono un giorno, poi cominciò il racconto: gli studi, la grande città, il lavoro come venditrice. Il computer sempre acceso e la rigida sorveglianza. Finché un giorno…
Pag. 9 – Dai fondali al Lazzaretto. Fino a qualche anno fa Tommaso viveva in quella parte di Polonia che affaccia sul mare. Era sommergibilista nella marina sovietica. Poi il muro crollò e lui si ritrovò con un sacco militare pieno di orologi e mostrine. Arrivò a Napoli con l’Odessa
Pag. 10 – Spazi&Pubblici. Ex studentato Miranda. Mai più per gli studenti?
Musici&parole. Una birra con Jim. Da New Orleans seguendo la banda
Pag. 11 – Teatro: Molly Sweeney di Andrea De Rosa. Radio: Case chiuse su Radio3. Teatro: Tanti inferni sul palcoscenico. Musei: Un dj al Madre
Pag. 12 – Nella valle dello Zambesi. Viaggio in Mozambico tra i contadini che arrivano in città fuggendo dalle inondazioni. la maggior parte degli abitanti vive di agricoltura di sussistenza e resta sotto la soglia di povertà. Intanto il governo offre i terreni migliori sul mercato internazionale
FF: Università, ultima ondate
Con i disegni di Malov, Diego, Cyro, Cyop&Kaf, Peppe Cerillo, Luca Dalisi, Francesco Feola
Napoli Monitor lo trovi:
Centro – Teatri: Nuovo Teatro Nuovo, via Montecalvario 16
Gallerie: Hde, piazzetta Nilo - Manidesign, via S. Giovanni Maggiore Pignatelli
Librerie: Perditempo, via Tribunali - Jamm, via S. Giovanni Maggiore Pignatelli - Dante & Descartes, via Mezzocannone - Mondadori, via B. Croce - Feltrinelli, via S. Tommaso d’Aquino - Eva Luna, Piazza Bellini - O’ Pappece, vico Monteleone - Librido, via San Sebastiano - Treves, piazza Plebiscito - Mani Tese, piazza Cavour - Canto Libre, via S. Giovanni Maggiore Pignatelli 35. Edicole: piazza Monteoliveto - piazza Trieste e Trento - corso V. Emanuele ang. Monti.
Sanità: Edicole: via Supportico Lopez ang. Vergini.
Vomero: Fonoteca, via Morghen. Edicole: via Luca Giordano ang.
Cimarosa - staz. Funicolare via Morghen
Bagnoli: Edicole: staz. Metro Bagnoli
Secondigliano: Gridas, via Monterosa 90
Fuorigrotta: Edicole: staz. Cumana Fuorigrotta
Quarto: Edicole: Vitulli, staz. Circumflegrea Quarto
Marigliano: Quilombo, bottega del commercio equo solidale
mercoledì 17 dicembre 2008
Cene solidali
SAPORI PER UN ALTRO MONDO - cene di qualità e solidarietà sociale
CIRCOLO ENOGASTRONOMICO NATACOSA - via Solimena 73 - Napoli (Vomero)
L'iniziativa è organizzata dalla COOPERATIVA SOCIALE DEDALUS e dal CIRCOLO ENOGASTRONOMICO NATACOSA, con il patrocinio della Consigliera di Parità della
Provincia di Napoli
Il 50% del ricavato delle cene solidali che si susseguiranno ogni venerdì fino a marzo 2009, sarà destinato ad una casa di accoglienza per le donne con bambini, migranti, vittime di violenza.
IL MENU DEL 19 DICEMBRE 2008:
Entreès foglie bagnate
Cannellini,castagne e bocconcini di limousine, con tortino tartar
Primo denso
Gnocchetti con cremolata di ossobuco
Secondo di sangue
Nodino di ossobuco con lombo di podolica all'aglianico
Dessert sfigurato
Tiramisù destrutturato
***
Vino celebrativo
Illunis Caputalbus 2003
COSTO PER UN MENU COMPLETO: 50 euro
PER PRENOTARE (O CHIEDERE PIU' INFORMAZIONI): Circolo enogastronomico Nata Cosa" 081/0491337 328/1041464
Per chi partecipa omaggi oltre che massima trasparenza su utilizzo dei fondi raccolti.
Alla prima cena solidale, tenutasi venerdì 12 dicembre scorso presso il Circolo Nàta Còsa che, ricordiamo, dispone di 20 coperti, erano presenti 11 ospiti. Con il ricavato delle prime due serate si conta di dotare la struttura di accoglienza per donne migranti in difficoltà di un computer grazie al quale le ospiti delle casa di accoglienza possono partecipare ad un laboratorio di alfabetizzazione informatica.
Il Parlamento Europeo blocca la direttiva sull'orario di lavoro
«GRANDE VITTORIA AL PARLAMENTO EUROPEO:BLOCCATA LA DIRETTIVA SULL'ORARIO DI LAVORO»
Strasburgo, 17 dicembre 2008 - «Con una serie di voti a maggioranza qualificata, oltre 400 voti, il Parlamento Europeo ha approvato diversi emendamenti che modificano in profondità il testo proposto dalla Commissione Europea e dal Consiglio: è stata cancellata la possibilità di prorogare fino alle 65 ore l'orario di lavoro. Non solo é stata bocciata quindi l'estensione dell'opting-out (prolungamento dell'orario di
lavoro anche con accordi individuali) ma questo dovrà essere cancellato, nelle nazioni dove é già attivo, entro 36 mesi.
È stato riconosciuto come tempo di lavoro il tempo di guardia (ad esempio per il personale sanitario, i vigili del fuoco e tante altre categorie) in sintonia con quanto stabilito dalla Corte Europea e in contrasto con quanto chiesto dal Consiglio.
Più in generale é stato bocciato il tentativo di distruggere gli accordi collettivi e quindi di portare un profondo attacco alle organizzazioni sindacali.
Ora il testo così emendato sarà sottoposto alla discussione congiunta della
Commissione, del Consiglio e del Parlamento rappresentato dal relatore (il
cosiddetto "comitato di conciliazione"). In quella sede o Commissione e Consiglio accetteranno un testo che tiene conto degli emendamenti votati dal Parlamento, oppure, in assenza di un accordo sarà destinata a decadere; anche in previsione della conclusione della legislatura».
Vittorio Agnoletto europarlamentare PRC/Sinistra Europea
Colombia - Brutale attentato contro leader indigena
A | SUD |
ASUD INFORMA
AZIONE URGENTE: Colombia - Brutale attentato contro leader indigena
All'alba di stamattina a San Pedro, nel Cauca, l'esercito colombiano ha compiuto un brutale attentato contro la vettura di Aida Quilcuè, Consigliera Maggiore del Consiglio Indigeno Regionale del Cauca - CRIC sparando 17 colpi di arma da fuoco contro l'auto. La leader indigena si è salvata per miracolo ma è rimasto ucciso nell'attentato suo marito Edwin Legarda.
Si tratta di un attentato brutale compiuto dall'esercito colombiano con la chiara intenzione di reprimere la protesta sociale che sta montando in Colombia negli ultimi mesi uccidendo in maniera selettiva i leader più rappresentativi. L'attentato dimostra come sia pratica usuale dell'esecutivo di Uribe il ricorso all'omicidio politico, ai massacri, alle sparizioni forzate per soffocare ogni voce di protesta, in particolare se si considera che il CRIC è stato uno dei protagonisti delle straordinarie mobilitazioni indigene che hanno percorso la Colombia da settembre a questa parte per contestare le politiche del governo e l'imposizione dei trattati di libero commercio e difendere i diritti dei popoli alla terra e all'autodeterminazione.
Alleghiamo il comunicato della ONIC - Organizzazione nazionale Indigena di Colombia e la testimonianza inviata dalla Colombia da Simone Bruno.
Allo stesso tempo, lanciamo un appello alla società civile ed alle organizzazioni ed istituzioni italiane chiedendo:
- di inviare lettere di solidarietà firmate indirizzate ad Aida Quilcuè, al CRIC e alla ONIC agli indirizzi mail consejeria@cric-colombia.org, info@cric-colombia.org e mision@onic.org.co con il testo "Expresamos nuestro dolor y cercanìa a la compañera Aida Quilcuè y a los compañeros y compañeras indigenas de Colombia y del Cauca para la continua agresiòn cometida por el estado y las fuerzas armadas en contra de su derecho a la libertad, a la vida y a expresar sus opiniones y su oposicion pacifica al regimen de violencia, terror y impunidad que vive Colombia. Condemnamos la actitud criminal del estado colombiano y pedimos que se haga justicia para todas las victimas del conflicto en Colombia, en particular por cuantos pagaron con la vida su compromiso en defensa de los derechos de los pueblos y de la Madre Tierra".
- di sostenere i Progetti di A Sud in appoggio alle comunità resistenti colombiane
Emergenza Nukak
Cena di solidarietà - 21 dicembre
- di inviare il seguente testo firmato con nome, cognome, organizzazione di appartenenza (se del caso) agli indirizzi:
Ambasciatore colombiano in Italia: eroma@cancilleria.gov.co
Ministro degli Affari Esteri del Governo italiano: segr-co@cert.esteri.it,
Foro Permanente dell' Onu sulle Questioni Indigene: indigenouspermanentforum@un.org
Testo della lettera:
oggetto: AZIONE URGENTE - COLOMBIA. GRAVE ATTENTATO CONTRO LEADER INDIGENA
italiano-
E' con immenso dolore ed indignazione che riceviamo la notizia del brutale attentato commesso dall'esercito colombiano contro Aida Quilcuè, Consigliera Maggiore del Consiglio Regional Indigeno di Colombia - CRIC, che ha causato la morte di suo marito Edwin Legarda. Esprimendo la nostra solidarietà a Aida Quilcuè, al CRIC e alla ONIC - Organizzazione Nazionale Indigena di Colombia - condanniamo con forza e la brutalità dell'attentato e i comportamenti criminali del governo di Uribe che continua a credere che la protesta sociale possa essere sedata con il sangue.
Condanniamo ogni forma di violenza e di repressione poste in atto dalle forze armate e dal governo colombiano contro le mobilitazioni sociali. Allo stesso tempo esprimiamo la nostra indignazione per le continue minacce, il clima di terrore, i continui massacri commessi contro i popoli indigeni della Colombia. Denunciamo a livello internazionale la disastrosa situazione di violazione dei diritti umani, mantenuto in Colombia dalle alte sfere di potere.
Chiediamo alla comunità internazionale, all'Unione Europea e al Governo Italiano di esercitare pressioni sul governo colombiano affinchè cessi di reprimere le proteste sociali e di ricorrere all'eliminazione fisica di tutti coloro che in Colombia continuano elevano voci di dissenso e lavorano per costruire un mondo diverso.
Esigiamo che il governo colombiano indaghi rapidamente sull'attentato di oggi e provveda a fare piena luce sull'uccisione di Edwin Legarda, garantendo al contempo protezione a tutti i dirigenti sociali ed indigeni della Colombia ed in particolare del Cauca.
firma
spagnolo-
Es con inmenso dolor y indignacion que recibimos la noticia del brutal atentado cometido por el ejercito colombiano en contra de la Consejera Mayor del Consejo Regional Indigena de Colombia - Cric - Aida Quilcuè, que causò el asesinado de su compañero Edwin Legarda. Expresando nuestra solidariedad a la compañera Aida Quilcuè, al CRIC y a la ONIC - Organizacion Nacional Indigena de Colombia, tambien condemnamos con fuerza y a todos los niveles la brutalidad del atentado y la actitud criminal del gobierno de Uribe que sigue creyendo que la protesta social se puede silenciar en la sangre.
Condemnamos todas formas de violencia y de represion en contra de las movilizaciones sociales puestas en acto por las fuerzas armadas y el gobierno de Colombia. Al mimso tiempo expresamos nuestra indignación por las continuas amenazas, el clima de terror, las continuas masacres a las que están sometidas los pueblos indigenas de Colombia. Denunciamos a nivel internacional la desastrosa situación de violación de los derechos humanos que vive el pueblo colombiano y en particular los pueblos indigenas. Denunciamos el estado de impunidad y terror implantado y mantenido en Colombia desde altas esferas del poder.
Pedimos a la comunidad internacional, a la Union Europea y al Gobierno italiano de presionar el gobierno colombiano para que acabe con la represion y la eliminacion fisica de todos aquelos que en Colombia siguen intentando construir un mundo para todos y todas.
Exigimos que el gobierno colombiano indague inmediatamente lo acontecido y haga justicia por el vil asesinato del compañero Edwin Legarda, garantizando así mismo la vida y el territorio de los todos los dirigentes indigenas y sociales de Colombia y en particolar del Cauca.
firma
info e contatti: maricadipierri@asud.net
Per informazioni o contatti con l'Associazione Asud |
| Via Romano Calò 48, 00139 Roma tel. 0039 068803570 |
Fiat Pax
Per protestare contro l'invio di truppe italiane in Iraq, il 1 marzo 2003 Stefano M., dipendente dello stabilimento molisano di Termoli e dirigente del sindacato autonomo Slai-Cobas, esponeva in ufficio la bandiera della Pace.
Per quel gesto fu licenziato, ma ora la Corte di Cassazione lo ha riabilitato definendo la punizione “sproporzionata” e “idonea ad indicare la volonta' dell'impresa di approfittare dell'episodio per liberarsi di un sindacalista particolarmente attivo”.
domenica 14 dicembre 2008
Segnale di fumo
Per me tutte queste cose sono legate dal filo rosso della volontà di volerci essere e rendere visibile ed esplicito il mio voler contare nelle scelte che riguardano la nostra città e in senso più ampio il nostro paese.
Sono convinta che il modello di sviluppo in cui ci troviamo ad agire oggi sia in profonda crisi, e che è possibile incidere sul cambiamento in atto. I sistemi si auto-regolano, trovando nuovi equilibri e assetti tra interessi in conflitto.
Penso che i modi in cui oggi io posso incidere, da semplice cittadina quale sono, sono sostanzialmente di 3 tipi:
- da un lato le scelte quotidiane di consumo: il modello di sviluppo capitalistico mi/ci sottrae risorse ogni giorno. I ricchi diventano ogni giorno più ricchi, la povertà aumenta, c’è una tendenza terribile alla polarizzazione globale tra una grande massa in difficoltà e un’oligarchia che si arricchisce sempre di più. In questo circolo vizioso, le donne sono ultime tra gli ultimi. Quanto più spendo delle poche risorse che ho nel circuito che autoalimenta il grande capitale, tante più risorse mi verranno sottratte in futuro, in un circolo vizioso di perdita progressiva. Posso scegliere quindi di modificare le mie scelte di consumo verso circuiti “altri” per innescare un effetto moltiplicativo virtuoso che alimenta e autoalimenta un’economia alternativa. Combatto il capitale con i suoi stessi mezzi, mi sottraggo quanto più posso al ruolo di consumatore di merci prodotte in sistemi di produzione che aumentano la povertà globale.
- L’altra cosa che posso fare, è di riappropriarmi degli spazi pubblici e dei beni comuni, in tutti i sensi: i luoghi fisici, gli spazi di decisione e di potere, gli spazi della rappresentanza, l’informazione. È molto faticoso ed è un percorso lungo. Devo utilizzare tutti gli strumenti che ho a disposizione per esercitare i miei diritti di cittadina, e soprattutto devo vigilare, fare controinformazione e diffonderla.
- Ancora, ed è legato ai punti precedenti, posso e devo recuperare al massimo il piano delle relazioni personali, perché la strada che intravedo è lunga e faticosa, e richiede tante piccole gocce per scavare la roccia, bisogna fare massa critica. Se cambio io da sola le mie scelte di consumo, incido poco, e non riesco a rendere questa scelta conveniente dal punto di vista economico, per cui non riuscirei a sostenerla a lungo. E anche sulla ri-appropriazione degli spazi pubblici, da sola le mie azioni sarebbero deboli.
Il mio segnale di fumo è questo: densifichiamo le reti basse, facciamo massa critica, aiutiamoci e sosteniamoci reciprocamente nelle nostre iniziative, alimentiamo con le nostre risorse i nostri circuiti e i nostri centri di interesse, diamoci lavoro, vigiliamo sull’uso delle risorse pubbliche e dei beni comuni, facciamo e diffondiamo controinformazione.
Alcune iniziative che propongo:
- incontro pubblico sul consumo critico e l’economia solidale, con produttori locali, circuito locale del commercio equo, e cittadini per iniziare a porre le basi di un distretto di economia solidale (GAS Friarielli, coop. ‘E pappeci e Cantiere Arcipelago Napoli)
- Partecipazione e sostegno all’iniziativa della scuola di eddyburg ad aprile a Napoli (Cantiere Arcipelago Napoli ed Eddyburg)
venerdì 12 dicembre 2008
Una cena per il Manifesto
Care/i,
e da Erminia
.... alla cena del 16 dicembre interverrà il giornalista Andrea Fabozzi della redazione de "il manifesto".
SAPORI PER UN ALTRO MONDO
COSA: "SAPORI PER UN ALTRO MONDO" - cene di qualità e
solidarietà sociale
DOVE: CIRCOLO ENOGASTRONOMICO NATACOSA - via Solimena 73 -
Napoli (Vomero)
L'iniziativa è organizzata dalla COOPERATIVA SOCIALE
DEDALUS e dal CIRCOLO ENOGASTRONOMICO NATACOSA,
con il patrocinio della Consigliera di Parità della
Provincia di Napoli
Il 50% del ricavato della cena solidale del 12 dicembre, e
di tutte quelle che si susseguiranno ogni venerdì fino a
marzo 2009, sarà destinato ad una casa di accoglienza per
le donne con bambini, migranti, vittime di violenza.
IL MENU:
Entreès di concezione
Fagottino fritto di coronello,
mazzancolla in tempura,
fiorillo cristallizzato
Primo dell'immaginifico
Trofie al pesto di agrumi
e croccantino di mandorle
Secondo di pace
Involtini di spada
e sicilia con sarde panate al limone
Dessert ultimo
petali d'arancio con cioccolato piccante
Vino celebrativo Fania 2007 cantine Gulino (fiano e inzolia
del siracusano)
COSTO PER UN MENU COMPLETO: 50 euro
PER PRENOTARE (O CHIEDERE PIU'INFORMAZIONI): Circolo
enogastronomico Nàta Còsa 081/0491337 - 328/1041464
Per chi partecipa omaggi oltre che massima trasparenza su
utilizzo dei fondi raccolti.
martedì 9 dicembre 2008
Cari tutti,
credo (e spero) di interpretare il pensiero di tutti nel porre l'esigenza di incontrarci prima delle date in oggetto per rappresentare l'opposizione della societa' civile alla filiera discariche-inceneritori imposta dal trio Berlusconi, Bertolaso e Bassolino che, come sappiamo, non e' assolutamente conveniente dal punto di vista ambientale, economico e temporale rispetto a quella, proposta ormai da tutti i comitati, basata su riduzione, raccolta differenziata porta a porta con separazione secco-umido, riciclo e riuso, compostaggio, trattamento a freddo dei residui con impianti tipo Vedelago (vedi scheda allegata ............. per i non addetti ai lavori).
Purtroppo il discrimine per la nostra classe politica dirigente (centrodestra e centrosinistra) e' rappresentato dagli interessi affaristici dei poteri forti e non dalle istanze dei cittadini per la difesa della loro salute, del territorio e del suo sviluppo, del futuro delle nuove generazioni.
Sappiamo tutti come attualmente i nostri comitati, associazioni, etc. si muovono un po' a compartimenti stagno attraverso una divisione, anche forzosa, di problemi ed obiettivi ed un diverso orientamento sul carattere delle iniziative e sulle forme di lotta.
Eppure rifiuti, acqua, formazione, salute sono tutti beni comuni cosi' come le condizioni di indigenza di fasce sempre piu' alte di popolazione, il precariato, l'immigrazione, l'insicurezza nei posti di lavoro, lo svuotamento dei servizi sociali costituiscono i tanti volti di una carta stracciata dei diritti dei cittadini.
Da tempo, come gruppi, ci osserviamo a distanza senza quasi mai incontrarci pur sentendo ormai tutti, credo, l'esigenza di costruire uno spazio pubblico condiviso in cui confrontarci e costruire partecipazione e democrazia dal basso. E molti si stanno cominciando a muovere in questa direzione anche se, secondo me, con una ancora insufficiente apertura e disponibilita'.
Berlusconi, come sappiamo, ha deciso di sversare nella discarica di Chiaiano il 15 dicembre e di accendere l'inceneritore di Acerra il 23 dello stesso mese. Non possiamo aspettare che maturino i nostri processi aggregativi ed i nostri progetti per una Napoli ed una Campania diverse. Dobbiamo intervenire. E dobbiamo intervenire tutti insieme a partire da qui e dall'oggi che si chiama rifiuti, sapendo che domani si chiamera' acqua, dopodomani scuola ed universita', quindi immigrazione e precariato, etc.
Abbiamo bisogno oggi, e non tra un anno, di compiere azioni comuni che fermino (almeno ci proviamo !) la devastazione ambientale, democratica, culturale, occupazionale, solidaristica, etc. dei nostri territori, fermi restando ovviamente l'autonomia dei vari comitati, le loro attuali diversita' ed i tempi giusti per la costruzione di nuove aggregazioni e di eventuali piattaforme comuni.
Al fine di concordare iniziative ed azioni comuni rispetto al 15 ed al 23 vi propongo di incontrarci tutti giovedi' 11 alle h. 18 presso il Centro Umanista in Via Santa Chiara 27 - Napoli.
Aldo Pappalepore
mercoledì 3 dicembre 2008
Conflitto isreaeliano-palestinese

Nell'area più povera della Cisgiordania è in atto una lotta per la soravvivenza: da un lato i pastori palestinesi con le associazioni dei diritti umani israeliane e internazionali, dall'altro i coloni estremisti e le autorità dell'occupazione militare.
Una testimonianza del conflitto nell'incontro pubblico con Hafez Hurami, portavoce palestinese del South Hebron Hills Commettee, Coordinamento non violento dei pastori At-Towani
Gioved' 4 dicembre ore 11
Università "Federico II", Facoltà di Lettere e Filosofia
Aula "Piovani", Via Porta di Massa, Napoli
martedì 2 dicembre 2008
Niente aumenti in bolletta, tranne che per l'acqua
Niente aumenti in bolletta, tranne che per l'acqua
Qualche giorno fa avevamo scritto che, mentre tutte le bollette erano in calo per via della crisi e del calo dei prezzi delle materie prime, a Roma l'Acea si apprestava ad aumentare le tariffe dell'acqua a partire da dicembre. Ed ieri, nel decreto legge varato dal governo per far fronte alla crisi (quello di cui parliamo nelle pagine precedenti), è stato stabilito tra le altre cose il blocco delle tariffe per tutto il 2009 per tutte le bollette, tranne che per quelle dell'acqua, bene comune che si avvia alla privatizzazione e altrimenti inappetibile per le multinazionali, come dimostra il caso di Acqualatina, vero e proprio precursore di quanto potrebbe accadere in tutta Italia. «Le tariffe vengono bloccate o ridotte per tutte le forniture abituali (fuorchè l'acqua) fino al 31 dicembre 2009», si legge nel comunicato della presidenza del Consiglio. E ancora: «A decorrere dal primo gennaio 2009 le famiglie economicamente svantaggiate - è scritto nel testo - che hanno diritto all'applicazione delle tariffe agevolate per la fornitura di energia elettrica avranno anche diritto alla compensazione della spesa per la fornitura di gas naturale. In aiuto ai lavoratori pendolari sono bloccati i pedaggi autostradali e le tariffe ferroviarie sulle tratte regionali». Tutto tranne l'acqua, dunque. Senza alcun motivo apparente se non quello, appunto, di rendere appetibile la vendita ai privati. Il decreto 137 approvato questa estate (il cosiddetto «decretone» che dà anche la possibilità di trasformare le università in fondazioni e taglia i fondi per l'editoria, per fare qualche esempio) ha anche deciso la privatizzazione dei servizi idrici, dopo la moratoria decisa dal governo Prodi sotto la pressione dei movimenti (che avevano anche raccolto 400 mila firme per una legge che prevede la ripubblicizzazione dell'acqua) e di centinaia di amministratori locali di centrosinistra che si erano opposti alla volontà privatizzatrice esistente anche nel Partito democratico (in particolare da parte della ministra Linda Lanzillotta). Cambiato il governo, è immediatamente saltata anche la moratoria. Tanto che i movimenti per l'acqua lo scorso fine settimana ad Aprilia si sono ritrovati per rilanciare la campagna per il bene comune
Boom ecobanche
Marinella Correggia – Il Manifesto – 29 novembre 2008
Si occupano di finanziare l'economia reale anziché rovinose speculazioni finanziarie. È dunque logico che le piccole, etiche ecobanche - come, in Italia, Banca popolare etica e le Mag o Mutua autogestione - stiano conoscendo un meritato successo. Aumenta la fiducia in loro da parte dei «risparmiatori», e anche di chi ha solo uno stipendio o una collaborazione da far accreditare da qualche parte. Il piccolo boom delle banche etiche è raccontato da un articolo su www.planetark.com, il sito per l'ambiente della Reuter. Si parla ad esempio della Triodos, storica banca eco che anziché investire in derivati o in qualche altro complesso prodotto finanziario fra quelli che hanno aiutato a far scoppiare la crisi bancaria e finanziaria mondiale, si occupa di - e presta a - progetti veri, come le fonti di energia alternativa, i servizi sociali, i centri di cura, la cultura ecc. Un altro fattore chiave è la trasparenza nella comunicazione con i clienti, i quali vogliono sapere quel che si fa con il loro denaro. Nel mese di ottobre la Triodos è stata quasi presa d'assalto: 60 nuovi conti aperti ogni giorno, cinque volte più della media precedente. La banca, con sede centrale in Olanda e filiali in Belgio, Spagna e Gran Bretagna, oltre a investire solo in progetti veri, non prende prestiti all'interno del circuito bancario.
In Gran Bretagna, l'Ecology Building Society ha goduto di versamenti per 2,5 milioni di sterline in ottobre; certo una goccia nell'oceano finanziario di High Street, ma il doppio rispetto ad aprile. Certo «investire nel mattone» è quasi una banalità, ma la compagnia in questione valuta l'impatto ambientale di ogni progetto prima di finanziarlo. Ha visto crescere i risparmi depositati anche la Britain's Co-operative Bank, il cui sito enuncia chiaramente le scelte etiche, contro il caos climatico e per i diritti umani. Una cliente, intervistata nella capitale belga, ha detto che le grandi banche convenzionali speculano sul denaro e alla fine non ci si capisce nulla, salvo che hanno poco a che fare con la realtà. Meglio una banca etica, che sembra rispondere meglio a quel che la gente vive tutti i giorni.
Eppure si guadagna molto di meno affidandosi agli istituti alternativi. Triodos Belgio, ad esempio, offre un tasso di interesse del 2 per cento sui conti di risparmio e un premio del 2 per cento per denaro nuovo che rimane fermo nel conto almeno sei mesi, oltre a uno 0,5 per cento per il denaro che rimane fermo per 11 mesi. Poco, in confronto al tasso della banca Fortis del 4,25 per cento più un premio dell'1 per cento per il denaro depositato nei primi tre mesi del 2008; e molto molto meno dei guadagni offerti da alcuni prodotti finanziari ad alto rischio. Però Fortis, come Dexia e altre, sono cadute nel vortice.
Secondo un esperto dell'agenzia Moody le banche etiche beneficerebbero di un tentativo delle persone di distribuire il loro denaro fra diversi istituti per approfittare del tetto garantito dallo stato per i depositi in ogni istituzione. Ma per l'International relations at Ethical Investment Research Service (Eiris) che fa ricerche sul comportamento sociale, ambientale ed etico delle compagnie, ormai molti risparmiatori non intendono più ignorare l'ambiente e i cambiamenti climatici. Oltre a non fidarsi più delle banche e dei prodotti ad alto rischio. («Niente più denaro e quindi niente più speculazioni né furti né ignobili traffici né quelle ignominie causate dalla cupidigia, niente più privilegiati e niente più miserabili»: era il sogno di una società comunista architettato da Sigismonde, personaggio del romanzo Il denaro di Emile Zola...)
lunedì 1 dicembre 2008
Riassunto
Arrestato pacifista italiano a Gaza Appello di Agnoletto
da Andrea Morniroli
L'orizzonte Zapatista
da Paola Clarizia
Mi sembra che questo articolo sia un ulteriore interessante commento sulle conseguenze negative dell'introdizione della legge Gelmini
da Consiglia Salvio
Chi sono i cittadini di serie A e di serie B ?
da Paola Clarizia
Il monologo della Cortellesi sulle Trans (autore del testo Massimiliano Bruno)
RAGNATELA per un mercato
RAGNATELA per un mercato c_(chiù) umano 30 novembre 2008: un corto circuito ( una filiera corta) tra produttori e consumatori responsabili , per una sostenibilità sociale ed ambientale dei propri comportamenti quotidiani.




