venerdì 28 novembre 2008

La scuola di Eddyburg a Napoli

Una città un piano: Napoli
Data di pubblicazione: 20.11.2008

Una nuova serie di inziative di eddyburg. Prenotate subito la visita al piano e alla città di Napoli

La scuola di eddyburg sta organizzando a Napoli, per la prossima primavera, la prima iniziativa nell’ambito della serie Una città un piano.
L’evento consisterà in tre giorni di incontri e visite (dal pomeriggio di venerdì 24 alla mattina di domenica 26 aprile 2009) per conoscere e discutere le più significative trasformazioni urbane in atto nel capoluogo campano.

Il programma prevede nel pomeriggio del venerdì 24 un incontro di apertura con la presentazione di piani e progetti sulla città, organizzato a cura del Dipartimento di Pianificazione urbanistica del Comune di Napoli (in via Diocleziano n. 330). Interverranno Elena Camerlingo, Vezio De Lucia, Roberto Giannì e Laura Travaglini, che saranno presenti anche i giorni successivi.
L’intera giornata di sabato 25 sarà dedicata alla visita dei maggiori luoghi d’interesse, sotto il profilo delle iniziative di riqualificazione urbana praticate negli ultimi decenni. Il programma –ancora in corso di definizione- prevede la visita di: alcuni insediamenti del piano delle periferie, per esempio il parco di san Giovanni a Teduccio e gli interventi di recupero nei centri storici della zona orientale; una visita a cantieri di archeologia urbana nel centro storico; la nuova metropolitana e le sue stazioni; l’area di Bagnoli.
La mattina di domenica 26 si terrà, presso l’Ostello della gioventù, una sessione dedicata allo scambio di opinioni e considerazioni su quanto avuto modo di osservare.

Chi deciderà di aderire all’iniziativa come partecipante soggiornante avrà l’opportunità di alloggiare presso l’Ostello della gioventù–collocato a pochi passi dalla stazione di Mergellina – al prezzo convenzionato di 18,5 € a persona in camera doppia e 22,0 € in camera singola. L’opzione includerà la prima colazione e la possibilità di consumare i pasti presso lo stesso ostello al prezzo di 10 € ciascuno.

Per effettuare la prenotazione inviare il modulo allegato, compilato in ogni sua parte, all'indirizzo e-mail cinzia.langella@alice.it.

La scuola di Eddyburg a Napoli

ad aprile (22-24, mi pare) ci sarà a napoli la scuola di eddyurg (vedi su
eddyburg.it), iniziativa promossa tra gli altri da edoardo salzano,
urbanista, napoletano di origine, attualmente a Venezia. Lo conosciamo anche
percè ha una rubrica fissa su carta.
qui i dettagli
http://www.eddyburg.it/article/articleview/12083/0/247/
e il modulo di iscrizione alla scuola, gratuita

io mi sono prenotata, sarebbe bella una folta presenza del nostro cantiere.
anzi, se ci mettessimo in rete da prima, meglio ancora.
interessa altri?
ciao
giovanna

Studenti medi: Serata Creattiva



SERATA CreATTIVA
DALLE 18.00 fino a mezzanotte
Venerdì 28 novembre
a piazza Santa Maria la Nova

Abbiamo marciato, parlato, scritto, lottato per mesi contro chi ci sta privando della possibilità di costruirci un futuro in questo paese.
Siamo scesi a milioni per le strade delle nostre città, abbiamo gridato e camminato senza sosta perché non rinunciamo al nostro diritto al sapere.
A chi ci vuole tutti ignoranti e indifferenti...A chi vuole ridurre la nostra cultura ad un programma Tv o poco più...Rispondiamo con la nostra creatività!
Contro le politiche Gelmini-Tremonti
L' Onda non si arresta!
Uniamoci in una serata di cultura, creatività e informazione. Dalle 18: performances teatrali, fotografie, giochi, dj set Dalle 20 alle 00.00:Musica LIVE rock, pop, jazz, blues, rap TUTTO RIGOROSAMENTE FATTO DA NOI ;)

studenti napoletani
PARTECIPATE E DIFFONDETE

giovedì 27 novembre 2008

da Paola Clarizia
Segnalo questa inchiesta giornalistica di Michele Smargiassi sulle vite dei senza fissa dimora davvero toccante

mercoledì 26 novembre 2008

Perequazione per la progettazione sociale

Il 2 dicembre 2008 c/o la sala Newton di Città della Scienza sarà presentato il Bando "Perequazione per la progettazione sociale" rivolto al volontariato.
Le risorse impegnate che ammontano a circa 10 Milioni di euro potranno essere utilizzate per progettare interventi nelle seguenti tematiche:

- sviluppo servizi socio-sanitari
- cura dei beni comuni
- mediazione culturale e migranti
- educazione dei giovani

Nei link Invito, bozza programma e nota esplicativa

Monitor Novembre

Napoli Monitor, novembre 2008, anno 3 n.18

In copertina – Tagliando s'impara. I decreti tagliafondi del ministro Gelmini riportano in piazza migliaia di studenti universitari e medi, e alcuni dei loro professori. Un movimento che non vuole cambiare il mondo ma difende la scuola come spazio pubblico

Pag. 2 e 3 – Rewind: Se amianto mi dà tanto. Mentre monta la protesta studentesca, a Chiaiano i militari sotterrano rifiuti speciali

Paesaggi: Capitale Roma Malagrotta. Una storia disegnata sulla discarica di Roma

Pag. 4 – Il posteggiatore che viene dall'est. Agronomo e autista di bus in Ucraina, musicista a Napoli Forcella. Comunicato numero uno
Pag. 5, 6 e 7 – Fuori scuola. Le voci degli studenti. Corrispondenze da Lettere e Architettura
Pag. 8 – Dietro il bancone, dentro il maiale. Una controversia tra l'impresa che gestiva quattro Mc Donald's e la casa-madre. I locali chiudoono, chi ci va di mezzo sono 112 dipendenti, che però non chiedono la mobilità. Vogliono essere riassunti
Pag. 9 – Il corteo della gente di mare. In viaggio con i marittimi campani a Bruxelles, dove i marinai europei sono venuti a protestare contro la possibilità di assumere extracomunitari sulle tratte nazionali. "La verità è che qui nessuno più si vuole imbarcare - dice qualcuno -. La comodità è navigare a vista"
Amore, mi chiamo Elisa. L'apprendistato di una telefonista erotica. 45 centesimi al minuto, una paga niente male...
Pag. 10 – Scritte d'amore a richiesta. Due notti movimentate al servizio di innamorati delusi. Racconto di un posteggiatore murale
Pag.11 - Mostre: Bourgeois a Capodimonte. Libri: Napoli dei molti tradimenti, di Alfonso Scotto di Luzio. Vento forte tra Lacedonia e Candela, di Franco Arminio
Pag.12 - Una scuola nel Castello. Una scuola popolare per adulti nel centro storico di Cagliari. Le lezioni di scienze agli allievi pregiudicati. I diplomi ottenuti e le prime difficoltà. L'impossibile inserimento lavorativo e l'inevitabile fine dell'esperienza
Con i disegni di Malov, Diego, Cyro, Cyop&Kaf, Peppe Cerillo, Francesco Feola

Napoli Monitor lo trovi:
Centro: Gallerie: Hde, piazzetta Nilo - Manidesign, via S. Giovanni Maggiore Pignatelli - La. Na., piazza E. De Nicola. Librerie: Perditempo, via Tribunali - Jamm, via S. Giovanni Maggiore Pignatelli - Dante & Descartes, via Mezzocannone - Mondadori, via B. Croce - Feltrinelli, via S. Tommaso d’Aquino - Eva Luna, Piazza Bellini - O’ Pappece, vico Monteleone - Librido, via San Sebastiano - Treves, piazza Plebiscito - Mani Tese, piazza Cavour - Canto Libre, via S. Giovanni Maggiore Pignatelli 35. Edicole: piazza Monteoliveto - piazza Trieste e Trento - corso V. Emanuele ang. Monti.
Sanità: Edicole: via Supportico Lopez ang. Vergini.
Vomero: Fonoteca, via Morghen. Edicole: via Luca Giordano ang. Cimarosa - staz. Funicolare via Morghen
Bagnoli: Edicole: staz. Metro Bagnoli
Secondigliano: Gridas, via Monterosa 90
Fuorigrotta: Edicole: staz. Cumana Fuorigrotta
Quarto: Edicole: Vitulli, staz. Circumflegrea Quarto
Marigliano: Bottega del commercio equo solidale

Monitor Film Viaggio a Lurdes

napoli Monitor, giornale di inchieste, disegni, reportages
presenta tutti i giovedì di novembre alle 21:30

NAPOLI A OCCHIO NUDO
rassegna di documentari
Vico S.Maria del Pozzo, 43b - Sanità - Napoli

giovedì 27
VIAGGIO A LOURDES
di Alessandro Abate e Lucio Fiorentino
52' col. il documentario sarà presentato da Alessandro Abate

28 settembre 2003: l’Italia intera si sveglia nel buio a causa di un enorme blackout. Alla stazione di Napoli alcuni volontari, barellieri e dame, all’oscuro di quando il ritorno della corrente consentirà la partenza, allestiscono il treno “bianco” che li condurrà a Lourdes. Lentamente i malati cominciano ad affollare i binari. La luce arriva e finalmente il treno parte: inizia la settimana di pellegrinaggio alla grotta delle apparizioni. Seguiamo i mille e più pellegrini per le ventiquattro ore di viaggio e per i giorni a Lourdes dove, tra i corridoi dell’ospedale e le celebrazioni religiose, in una perfetta unione di sacro e profano, vivremo con loro nuove amicizie, balli, canti e preghiere. Protagoniste sono Anna, una grossa signora paraplegica, e Suor Augusta, un’anziana suora in barella. Entrambe sono sempre circondate da una folla di volontari, rappresentano due facce diverse della malattia e di un’esistenza certo problematica ma ricca di gioia e speranza. Attorno a loro, sullo sfondo di enormi adunate di gente, un coro di altre storie incontrate per un attimo, ci regala profonde verità, piccole malinconie e allegre risate fino al momento in cui immancabilmente ognuno dovrà tornare alla sua vita di sempre portando forse con sè il silenzioso miracolo che nasce da un incontro di uomini in cui, forse, l’invisibile diviene visibile.

Tavolo per gli interventi di pace

I prossimi appuntamenti del Tavolo per gli Interventi civili di pace:

1. 27 Novembre riunione del tavolo ore 15:30 stesso luogo (presso Archivio pace e diritti umani Centro Direzionale c5 3°piano)
2. 4 dicembre – l’ora esatta è da definirsi, attendo ancora conferma dalla scuola- sarà nostro ospite HAFEZ HURAINI, portavoce palestinese del South Hebron Hills Committee, coordinamento nonviolento dei pastori di At-Tuwani e dei villaggi vicini per la difesa della terra e del proprio stile di vita. Una testimonianza importante dalla Palestina.

Intanto, per chi volesse, e' possibile rivedere su www.mogulus.com/icpwebtv le sessioni del convegno tenutosi a Roma il 21e 22 novembre "Ruolo delle organizzazioni della società civile nei processi di prevenzione e trasformazione dei conflitti" (premendo sul pulsante ON-DEMAND, si trova la lista con le registrazioni dei due giorni). Le registrazioni sono un po' grezze essendo state fatte in una maniera un po' sperimentale, ma sono utilizzabili soprattutto per un approfondimento.



grazie, Angelica

martedì 25 novembre 2008

Presentazione del Quaderno Viola "Lavorare Stanca" con Lidia Cirillo

Mercoledì 26 ore 14:30 all'Orientale Occupata Palazzo Corigliano (P.zza S. Domenico), Aula Mura Greche.

Presentazione del Quaderno Viola
"Lavorare Stanca"
con Lidia Cirillo.
Statistiche, ricerche, bibliografie e ragionamenti sul lavoro delle donne.

PARLIAMO DELLE PROSPETTIVE E DEL LAVORO DELLE DONNE

Il lavoro che non si trova e il lavoro che si trova, ma è instabile e precario; il lavoro per fortuna a tempo indeterminato ma per sfortuna a tempo parziale; il lavoro full time e a tempo indeterminato, ma faticoso e mal pagato; il lavoro che si spera e il lavoro che si dispera.

<>

I Quaderni Viola esprimono solo l'opinione dei gruppi e delle singole che hanno curato ciascun numero o scritto ciascun articolo, e costituiscono degli strumenti agili di intervento e indicazione per un successivo approfondimento dei temi.

Collettivo femminista Degeneri
http://degeneri.noblogs.org/

lunedì 24 novembre 2008

Giraffe

http://groups.google.it/group/cantierenapoli/web/giraffe.pps?hl=it

LICENZIAMENTO DE ANGELIS: SCIOPERO NAZIONALE

Massima diffusione negli impianti, tra i ferrovieri, i
pendolari e gli organi di stampa

LICENZIAMENTO DE ANGELIS:
SCIOPERO NAZIONALE DI TUTTI I FERROVIERI
IL 28 NOVEMBRE 2008, ORE 9-17

I nomi del personale assegnato ai servizi minimi devono
essere esposti in bacheca e comandato con M40 per l'intera
prestazione

Il giorno di ferragosto è stato licenziato il macchinista,
delegato alla sicurezza, Dante De Angelis, per aver
rilasciato una ovvia e doverosa dichiarazione sui gravi
incidenti accaduti ai treni Eurostar nei mesi precedenti.

Il ministro dei Trasporti, ALTERO MATTEOLI, con DUE
PRECETTAZIONI DEL TUTTO PRETESTUOSE ci ha già costretto
per ben due volte (il 26-9-08 e il 29-10-08) a rinviare lo
sciopero contro questo provvedimento, nonostante fosse stato
sempre proclamato nel pieno rispetto di tutte le regole.

Ma, SEMPRE NEL RISPETTO DELLE REGOLE, abbiamo differito
ancora lo sciopero al 28-11-08 per IL REINTEGRO IMMEDIATO
DEL NOSTRO COMPAGNO DI LAVORO INGIUSTAMENTE LICENZIATO.
Auspichiamo, per il prossimo futuro, UN MINISTRO MENO
ACCONDISCENDENTE alle deprecabili scelte del gruppo FS e di
maggior garanzia istituzionale nel rispetto delle leggi e
della Costituzione, anche nei confronti dei lavoratori.

Scioperiamo contro un licenziamento che rappresenta un
inaccettabile attacco alle libertà sindacali, alla
sicurezza del lavoro e ai diritti costituzionali, utilizzato
anche come arma di ricatto durante la delicatissima
trattativa in corso sulla riduzione di tutto il personale FS
e sul peggioramento oggettivo delle nostre condizioni di
vita e di lavoro (manutenzione, equipaggio dei treni e
agente solo, stazioni, reintroduzione del pedale a Uomo
Morto, ecc.).

In una società dove il numero dei morti sul lavoro ha
raggiunto cifre orribili non potevamo assistere passivamente
al brutale licenziamento di chi ogni giorno si batte per la
sicurezza sui treni, dei viaggiatori e dei lavoratori.

Con la stessa cieca indifferenza autoritaria con cui
sopprime treni e fermate, aumenta il prezzo dei biglietti,
MALTRATTA E QUERELA I PENDOLARI, la dirigenza persevera in
un atteggiamento di totale chiusura e non intende ancora
revocare un licenziamento - evidentemente ingiustificato -
che da tutti, viaggiatori, forze politiche e sindacali,
giuristi, organi di stampa e da una moltitudine di semplici
cittadini, viene considerato un atto iniquo e persecutorio.

L'OFFESA GENERALIZZATA A TUTTI I MACCHINISTI, definiti in
un convegno pubblico proprio dall'ad Mauro Moretti,
"corporativi con la pancia piena" è solo l'ultimo
aspetto di questo attacco generalizzato ai ferrovieri.

Un dirigente che, oltretutto, DISPREZZA E DENIGRA I PROPRI
LAVORATORI non può essere considerato all'altezza del
mandato affidatogli.

CONTRO I LICENZIAMENTI, PER LA SICUREZZA E LA TRASPARENZA
NELLE FERROVIE
SCIOPERO DI OTTO ORE, IL 28 NOVEMBRE 2008, DALLE 9,00 ALLE
17,00

Roma, 23 novembre 2008 Assemblea Nazionale Ferrovieri
RSU/RLS

Amianto

Comunicato Stampa

AMIANTO: LA CORTE EUROPEA PER I DIRITTI DELL’UOMO A STRASBURGO HA RITENUTO FONDATO E QUINDI ACCOLTO IL RICORSO CONTRO IL GOVERNO ITALIANO E L’INAIL PER LESIONE DEL DIRITTO AI LAVORATORI ESPOSTI

La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha avviato la procedura a carico dello Stato italiano promosso dall’ Associazione Italiana Esposti Amianto, l’Associazione Esposti Amianto – Friuli Venezia Giulia – e dal Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Sesto San Giovanni (Mi), contro il governo Italiano e l’Inail per violazione delle norme costituzionali e comunitarie.
Lunghe cause che durano anni e che spesso si concludono per la sopraggiunta morte dei lavoratori già minati nel fisico è in molti casi la norma, e per i processi penali questo significa prescrizione e impunità per i datori di lavoro e i dirigenti responsabili della morte di centinaia di lavoratori. In questi anni migliaia di lavoratori italiani, i loro familiari e intere famiglie sono state sterminate dal pericoloso e silenzioso killer e molti aspettano invano da anni giustizia
In particolare, con il decreto del 12-3-2008 del Ministro del Lavoro in concerto con il Ministro dell’Economia e il Ministro delle Finanze e successivamente con l’atto dell’Inail (direzione centrale) del 19-5-2008, l’ingiustizia aumenta e vengono lesi i diritti di migliaia di lavoratori esposti all’amianto.
La legge 257 del 1992 concedeva a questi lavoratori, a causa della minore aspettativa di vita, di andare in pensione anticipata come risarcimento per allontanarli dalla fonte di esposizione.
Con gli atti di indirizzo, il governo e i l’Inail, riconoscendo i periodi di esposizione all’amianto fino all’inizio della bonifica e non oltre il 2-10-2003 solo in alcuni siti, ha discriminato i lavoratori riconoscendo solo ad alcuni la possibilità di usufruire del risarcimento del danno subito, escludendo e limitando il diritto della maggioranza dei lavoratori interessati che hanno lavorato a contatto con l’amianto in altri siti industriali non oggetto degli atti di indirizzo. Ritenendo tutto questo lesivo degli interessi dei loro associati e di tutti i lavoratori italiani Le nostre associazioni, tramite il nostro legale avv. Ezio Bonanni, avevano inoltrato il ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo in tema di lesione dei diritti e delle libertà fondamentali, il 5 novembre 2008, ed il fatto che ora la Corte Europea ci comunichi che si è stata avviata la procedura a carico dello stato italiano ( procedimento n. 54033/2008) ci fa sperare che si possa ottenere in un briciolo di giustizia. La nostra lotta continuerà affinchè vengano rispettate le norme che tutelano la salute come fondamentale diritto dell’individuo (art.1 e art. 32 della Costituzione Repubblicana), e gli art.n. 1 e n. 6 della Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo che tutelano il diritto alla vita perché ” ogni persona ha diritto ad un’equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole”.


Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio


contatti: cell. 335.7850799 Sesto San Giovanni 20-11-2008
e-mail: cip.mi@tiscalinet.it

Arrestato pacifista italiano a Gaza

«Un pacifista italiano, Vittorio Arrigoni, è stato arrestato martedì scorso dalla marina militare israeliana mentre si trovava a sette miglia dalla costa, al largo della Striscia di Gaza, su un peschereccio insieme a una quindicina di pescatori palestinesi.
Arrigoni aveva deciso, insieme ad altri due attivisti internazionali per i diritti umani, uno scozzese e uno statunitense, di accompagnare i palestinesi mentre si procuravano il cibo. La marina israeliana ha requisito il peschereccio e arrestato tutti i presenti nonostante stessero pescando in un’area di mare nella quale gli accordi internazionali riconoscono il diritto alla pesca per i palestinesi.
Detenuto senza aver commesso alcun reato, è stato fermato per essere espulso dal governo israeliano in quanto “persona non gradita”; attualmente si trova in carcere a Ramla a circa 30 chilometri da Tel Aviv.
L’Italia si attivi subito per la liberazione di un suo cittadino detenuto illegalmente da un altro Paese – dichiara Vittorio Agnoletto, eurodeputato di Rifondazione comunista/Sinistra europea, che questa mattina ha contattato telefonicamente il pacifista italiano – .
Vittorio Arrigoni mi ha comunicato che da stamane ha iniziato uno sciopero della fame.
Inconcepibile che una persona venga sequestrata dalle autorità di uno Stato, in attesa di un’espulsione immotivata, visto che Arrigoni non ha nemmeno mai messo piede in Israele: infatti è arrivato direttamente a Gaza a settembre, con una nave di pacifisti. Il governo italiano non può tacere di fronte a quanto accaduto nelle acque palestinesi.
Oggi presenterò un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea, affinchè chieda a Israele di rispettare le convenzioni internazionali, e in particolare gli accordi di Oslo sul conflitto arabo-israeliano, che sanciscono l’autogoverno palestinese nell’area di Gaza e la possibilità dei pescatori palestinesi di pescare in un’area di mare fino a 20 miglia dalla costa oltre che il transito sicuro delle persone in quell’area.
Israele gode con l’Europa di un rapporto di partnership particolare: non può calpestare in questo modo i diritti di un cittadino europeo, senza che le istituzioni europee muovano un dito».

21 novembre 2008 - www.carta.org

venerdì 21 novembre 2008

Secondo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Acqua pubblica: riprendiamoci il futuro !

Sarà possibile assistere al Forum in diretta, a partire dalle 10.00 di Sabato 22 novembre.su www.acquabenecomune.org


Il programma

A distanza di due anni e mezzo dal Primo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua (Roma 10-11-12 Marzo 2006), dopo una straordinaria raccolta firme a sostegno della legge d’iniziativa popolare (406.626 firme), dopo una grande manifestazione nazionale (1° Dicembre 2007) in cui il popolo dell’acqua è sceso in piazza per ribadire che l’acqua deve essere pubblica e che i beni comuni vanno tutelati, il Movimento per l’Acqua ha deciso di ritrovarsi di nuovo per il Secondo Forum Italiano.
Otto seminari tematici, workshop e due momenti assembleari plenari faranno di questo appuntamento una nuova occasione di sensibilizzazione sociale sul tema dell’acqua e dei beni comuni, oltre a caratterizzarlo come una tappa fondamentale per :
1) la costruzione di una piattaforma generale sull’intero ciclo dell’acqua, che, dalla lotta per la ripubblicizzazione, si estenda a tutte le possibili vertenzialità sulla tutela e la conservazione della risorsa ;
2) il rilancio delle mobilitazioni territoriali su tutto il territorio nazionale, aprendo la discussione dentro il movimento per conoscere e condividere lo stato delle stesse e le loro prospettive future ;
3) il rilancio di una forte vertenza nazionale che consenta il rafforzamento delle lotte territoriali e la riapertura di una capacità di incidere sull’agenda politica nazionale per aprire la strada alla legge di iniziativa popolare ;
4) l’apertura e la connessione con altre esperienze di lotta e di mobilitazione sui beni comuni.

Informazioni logistiche:
http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article5199
Pernottamenti:
http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article5200

mercoledì 19 novembre 2008

Donne migranti

Le donne migranti affidano le loro vite e i risparmi di una vita a lunghissimi viaggi. Alcune di loro sono in possesso di un titolo di studio alto, molte di loro scappano dalla fame e dalla guerra, tutte loro si lasciano alle spalle gli affetti fiduciose di potersi costruire una nuova esistenza.
L'arrivo in Italia invece è tutt'altro. Alcune di loro sono private di documenti e sottoposte a tratta, oggetto di violenza di papponi e clienti, molte di loro lavorano nei campi, nelle fabbriche, nelle cooperative di pulizia e nelle case degli italiani per fare lavori che nessun italian@ farebbe a quelle condizioni e a quel prezzo, tutte loro sono sottoposte a leggi discriminanti in una società legittimata ad essere sempre più maschilista razzista e piena d'odio.
In nome delle donne si vara il pacchetto sicurezza, di questi giorni il blocco dei flussi.
Chiederemo alle donne migranti quanto si sentono sicure in un paese che le priva della possibilità di regolarizzarsi, le priva quindi della casadella salute e di poter denunciare le violenze subite.

Proiezioni interviste sul lavoro delle donne migranti.
Narrazioni delle protagoniste delle migrazioni.

giovedì 20 Novembre ore 17
Orientale Occupata
Palazzo Corigliano p.zza san domenico

coordinamento donne in lotta, Napoli

“Contro la violenza alle donne”

Manifestazione Nazionale delle Donne a Roma Sabato 22 Novembre 2008

“Contro la violenza alle donne”

In occasione della manifestazione che si terrà sabato a Roma vorrei ricordare il recente episodio di cronaca che ha coinvolto SHAMSIA, una ragazza afgana sfigurata da alcuni integralisti perché si ostinava a frequentare la scuola. Dopo l’accaduto SHAMSIA reagisce dichiarando “Voglio continuare con la scuola anche se dovessero uccidermi”. A lei vorrei dedicare la mia presenza alla manifestazione di Sabato 22 Novembre a Roma contro la violenza alle donne. A lei come simbolo di coraggio contro ogni forma di violenza, sopraffazione ed ingiustizia che le donne di tutto il mondo subiscono quotidianamente. Che sia un esempio per tutte noi e ci sproni a rialzare la voce, a ricomporci ancora per arginare le politiche reazionarie che ledono la nostra autodeterminazione, per consolidare una solidarietà di genere che ci dia la forza di esprimere le nostre idee, la nostra cultura e di denunciare le continue ed innumerevoli difficoltà delle nostre vite quotidiane condotte troppo spesso senza alcun sostegno e riconoscimento sociale.

Ida Orabona

idaorabona@hotmail.it

Napoli

Cardilli addolorati

Cardilli addolorati è il racconto, attraverso testimonianze, canti di uccelli e di persone, di un mondo straordinario annidato ai margini della realtà ordinaria del Sud Italia.
Dai bracconieri che si tramandano il «mestiere» a ex galeotti che, iniziati alla passione ornitologica proprio in galera, sono costretti a sopravvivere catturando e vendendo uccelli proibiti.
Dai mercanti apparentemente senza scrupoli a tutto il milieu che si aggira ogni domenica nei dintorni di un mercato proibito dove si annidano personaggi tanto improbabili e grotteschi quanto schietti e genuini.

Ancora sulla "Gelmini"

Mi sembra che questo articolo sia un ulteriore interessante commento sulle conseguenze negative dell'introdizione della legge Gelmini:
http://www.lavoce.info/articoli/-scuola_universita/pagina1000751.html
Paola

CHI SONO I CITTADINI DI SERIE A E CHI QUELLI DI SERIE B ?

Consiglia Salvio scrive:

Ieri ho inoltrato la notizia ansa riguardante l’inquinamento dell’acqua a Casal di Principe,e in altri comuni della Provincia di Caserta.
Dal blog degli amici del meet up di Beppe Grillo di Napoli si legge che l’elemento inquinante sia il tetracloroetilene, di cui vi riporto un po’ di notizie prese da Wikipedia:

Tetracloroetene (o tetracloroetilene) è un alogenuro organico. La sua struttura è assimilabile a quella di una molecola di etene i cui quattro atomi di idrogeno sono stati sostituiti da altrettanti atomi di cloro.
A temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore dall'odore di cloro, più denso dell'acqua. È un composto nocivo per inalazione e pericoloso per l'ambiente (come molti alogenuri organici è scarsamente biodegradabile). Non è infiammabile.
Viene utilizzato nelle lavanderie a secco, come solvente per lo sgrassaggio dei metalli, nell'industria chimica e farmaceutica, nell'uso domestico.
In Italia, la legge considera i rifiuti contenenti tetracloroetene come "rifiuti pericolosi" (Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n.152 - art.184), tali rifiuti non devono essere smaltiti in fognatura.
Annessa alla notizia ansa c’era anche un altro articolo riguardante i polli Arena,banditi dai loro spacci ( mi riferisco alle case della base USA).Riporto parzialmente l’articolo:
Il programma di analisi delle acque dei comuni campani in cui risiedono i militari USA di stanza presso il complesso aeronavale di Capodichino, fu avviato nel febbraio 2008; a luglio fu reso noto che in circa un quarto dei test eseguiti era stata accertata la presenza nelle acque di batteri, compresi coliformi totali e fecali. Allora le abitazioni a "rischio idrico" (29) si trovavano nei comuni di Caserta, Pozzuoli e ancora Casal di Principe e Villa Literno.

Le domande sorgono spontanee:

  • Come mai i polli Arena solo nel loro spaccio non possono essere venduti ?
  • Come mai è obbligatorio bere solo acqua delle bottigliette nelle caserme, e mi riferisco alle anche la base di Pozzuoli?
  • E come mai tutti gli altri abitanti delle zone interessate possono ancora bere l’acqua delle loro case, e possono comprare i polli Arena?
  • C’è un motivo(!?) per il quale sono state bloccate le richieste di affitto in quella zona?
  • Chi ci darà le risposte?
Un saluto speranzoso e pieno di rabbia.
Consiglia Salvio

Aggiornamenti su acqua, ambiente ei rifiuti

Carissim@ vi inoltro un po’ di notizie riguardanti L’ACQUA CHE CI VOGLIONO DARE A BERE (ma come possiamo proporre ai cittadini di bere acqua del rubinetto se in certe zone,oramai sempre più numerose, succede questo?) e materiale vario sui rifiuti.

Ciao.
Consiglia Salvio

Aggiornamenti sui rifiuti consultando i seguenti siti:
http://www.retecivicanapoli.org/
http://www.9online..it/blog_emergenzarifiuti/

Acqua inquinata a Casal di Principe: la Us Navy trasferisce 11 famiglie

NAPOLI (13 novembre) - Acqua inquinata dai rubinetti. Per questo 11 famiglie aericane che risiedevano nel Casertano, a Casal di Principe, saranno trasferite in nuovi alloggi, a Gricignano, nella base della US Navy. Ad annunciarlo il Comando della Marina militare statunitense (Nsa) di Napoli che ha attestato presenza di «percentuali inaccettabili di sostanze chimiche solventi nell'acqua di rubinetto delle loro abitazioni».
L'acqua inquinata era stata già identificata due mesi fa in tre case di Casal di Principe in un controllo effettuato su 166 case. Successivamente, è stata analizzata l'acqua del rubinetto di altre undici abitazioni date in fitto a personale statunitense, e situate nel raggio di 1,5 km dalle tre abitazioni: anche qui le analisi chimiche hanno rilevato la presenza di sostanze chimiche solventi.

Non sussiste alcun motivo, dice il Comando, per cui anche altre famiglie che risiedono nella zona di Casal di Principe debbano essere trasferite immediatamente. Ma intanto sono tantissime le richieste di controlli che proprio i militari americani stanno avanzando all'ufficio alloggi del Comando.
Complessivamente sono circa 1500 le residenze del soldati statunitensi in Campania: abitazioni che nell'arco dell'intera durata dello studio - che è partito la scorsa estate in seguito al riacutizzarsi dell'emergenza rifiuti - saranno sottoposte a controllo.
Fonte: Il Messaggero.it


MA C’E’ DI PIU’

Il programma di analisi delle acque dei comuni campani in cui risiedono i militari USA di stanza presso il complesso aeronavale di Capodichino, fu avviato nel febbraio 2008; a luglio fu reso noto che in circa un quarto dei test eseguiti era stata accertata la presenza nelle acque di batteri, compresi coliformi totali e fecali. Allora le abitazioni a "rischio idrico" (29) si trovavano nei comuni di Caserta, Pozzuoli e ancora Casal di Principe e Villa Literno. Le analisi furono eseguite dai laboratori specializzati dell'Ospedale dell'US Navy di Napoli e da un laboratorio privato tedesco. Non va meglio per la fornitura di polli freschi agli stores dei militari statunitensi. L'8 ottobre 2008 l'"Europe Regional Veterinay Command" ha infatti sospeso il milionario contratto con la nota società italiana Arena a seguito del rilevamento di "tracce di batteri coliformi nell'acqua utilizzata per lavare le parti di pollame che erano state spennate e sventrate".

Una seconda ispezione prevista per lo scorso 7 novembre è stata rinviata, probabilmente, ai primi mesi del prossimo anno. Nel frattempo i centri vendita della Marina USA in Campania saranno "off limits" per i polli Arena. Non i supermercati e i centri commerciali destinati ai napoletani. Intanto il Pentagono ha nominato il nuovo Comandante delle forze navali USA in Europa. Si tratta dell'ammiraglio Bradley N. LeVault, sino ad oggi a capo della Joint Task Force dell'US Navy della base di Guantanamo, Cuba. LeVault s'insedierà a Napoli nell'aprile 2009 ed assumerà anche le funzioni di Comandante per le operazioni navali in Africa, a conferma del ruolo strategico assunto dalle basi in Italia per le future campagne statunitensi nel continente africano. Nel frattempo sarà guerra a falde idriche e pollami contaminati
Antonio Mazzeo

martedì 18 novembre 2008

Abu Ghraib a Genova

di Barbara Spinelli

Non è stato inutile il processo al massacro nella scuola Diaz, avvenuto il 21 luglio 2001 a Genova durante il vertice G8, così come non è stato inutile il processo alle violenze nella caserma di Bolzaneto. All’epoca si sostenne che non era accaduto nulla, che la polizia aveva agito normalmente contro i giovani inermi. Ora non lo si può dire più e alcuni colpevoli son stati condannati, anche se a pene lievi e forse destinate a esser cancellate da condoni e prescrizioni. Lo scandalo c’è stato, l’infamia fu consumata. Nel diritto italiano mancano le parole per dirlo, ma nel mondo questi comportamenti hanno un nome non controverso: si chiamano tortura, trattamenti inumani e degradanti. Il fatto che l’Italia non abbia ancora accolto il reato di tortura nel proprio ordinamento, 20 anni dopo aver ratificato la Convenzione Onu dell’84, non cambia la sostanza del delitto.

Nessuno nega ormai che a Bolzaneto e alla Diaz giovani donne e uomini furono spogliati, minacciati di stupro, pestati. Che a Bolzaneto un poliziotto spezzò la mano d’un ragazzo, divaricandogli le dita, e il ricucimento dell’arto avvenne in infermeria senza anestesia. Che gli studenti furono costretti a stare ore nella posizione del cigno, gambe allargate, braccia in alto, faccia al muro. Che donne con mestruazioni dovettero mostrare le perdite di sangue davanti agli sghignazzi delle forze dell’ordine. Che dovettero defecare davanti a poliziotti eccitati.

Queste cose son successe nel 2001 in Italia esattamente come - poco dopo - a Abu Ghraib. Quando succedono c’è un salto di qualità, si entra in una zona crepuscolare, altra. Si smette di dire «il crimine può accadere», è già accaduto.

Clausewitz, che studiò le guerre napoleoniche, scrisse nel 1832: «Una volta abbattute le barriere del possibile, che prima esistevano per così dire solo nell’inconscio, è estremamente difficile rialzarle». Si rivelò vero per il genocidio ebraico. È vero per le torture a Genova, a Abu Ghraib, a Guantanamo.

I massimi responsabili non hanno pagato, perché, dice la sentenza, mancavano le prove. Non c’era inoltre un «grande disegno», anche se il pubblico ministero Enrico Zucca sostiene di non aver mai menzionato disegni. Tuttavia i capi sono sempre responsabili quando un poliziotto loro subalterno commette delitti, senza necessariamente esser colpevoli. Questa responsabilità è occultata, anche se si dovrà leggere la sentenza per esserne sicuri. La guida della polizia era affidata allora a Gianni De Gennaro: sostituito nel 2007, poi capo gabinetto di Amato al Viminale, poi - con Berlusconi - promosso a supercommissario ai rifiuti di Napoli e a direttore del Cesis riformato (Dipartimento Informazioni per la Sicurezza). Il suo silenzio sul G8 pesa. Così come pesa lo stupido giubilo della destra. Non c’è niente da giubilare, quando le barriere del possibile precipitano. L’effetto del precipizio è squassante per lo Stato, la polizia, i cittadini. Tanto più oggi, che i giovani ricominciano l’impegno politico come i giovani lo ricominciarono dopo anni di apatia al vertice del G8 di Genova.

Il questore Vincenzo Canterini ha scritto una lettera ai suoi uomini, venerdì, in cui non pare consapevole di questa frana di prestigio e credibilità. Ex comandante del VII Nucleo mobile nei giorni del G8, condannato a 4 anni di reclusione dal Tribunale di Genova, parla con risentimento, annunciando che lui continuerà a portare il casco, non si sa bene per quale missione. È d’accordo con il proprio vice, Michelangelo Fournier, anch’egli condannato a due anni: alla Diaz avvenne una «macelleria messicana», dice a la Repubblica. Ma i suoi poliziotti non sono colpevoli; sono «martiri civili». La lettera è minacciosa: «Lasciamo tutte queste persone nei loro passamontagna e con i loro bastoni, diamogli l’illusione di avere vinto, e facciamogli vedere che alla lunga saremo noi a vincere». Rimettiamoci il casco, incita. Visto che di lettere si parla, vale la pena citare una lettera che fece storia, nel ’68 francese, quando le violenze furono più gravi e lunghe che a Genova. È il messaggio inviato da Maurice Grimaud, prefetto di Parigi, ai propri subordinati. Grimaud ebbe un comportamento decisivo: oggi gli storici concordano sul fatto che senza di lui, il ’68 sarebbe finito in bagno di sangue, generando terroristi di tipo tedesco o italiano. Invece, nulla. Grimaud cercò di capire le dimensioni profonde e mondiali del movimento, invitando i poliziotti, il reticente ministro dell’Interno Fouchet e lo stesso De Gaulle a tenerne conto (intervista di Grimaud a Liaison, giornale della prefettura, 4-08). Capì che insidiati erano l’onore e dunque l’affidabilità delle forze dell’ordine, dei funzionari pubblici, infine dello Stato. Sentendo che nei commissariati serpeggiava odio (c’era stata la guerra d’Algeria) prese la penna, il 29 maggio ’68, e scrisse un messaggio personale a circa 20 mila poliziotti.

È una lettera che andrebbe letta alle forze dell’ordine e nelle università, non solo in Francia. In apertura Grimaud invita a discutere il tema, cruciale ma schivato, dell’eccesso nell’impiego della violenza: «Se non ci spieghiamo molto chiaramente e molto francamente su questo punto, vinceremo forse la battaglia della strada ma perderemo qualcosa di assai più prezioso, cui voi tenete come me: la nostra reputazione». Grimaud non nega che la polizia è ingiustamente umiliata dagli studenti, ma il suo linguaggio e il suo ordine sono inequivocabili: «Colpire un manifestante caduto a terra è colpire se stessi, e apparire in una luce che intacca l’intera funzione poliziesca. Ancor più grave è colpire i manifestanti dopo l’arresto e quando sono condotti nei locali di polizia per essere interrogati. (...) Sia chiaro a tutti e ripetetelo attorno a voi: ogni volta che viene commessa una violenza illegittima contro un manifestante, decine di manifestanti desidereranno vendicarsi. L’escalation è senza limiti». Comunque il prefetto si dichiara corresponsabile, qualsiasi cosa avvenga: «Nell’esercizio delle responsabilità, non mi separerò dalla polizia». L’autocontrollo è un dovere del servitore dello Stato: «Quando date la prova del vostro sangue freddo e del vostro coraggio, coloro che vi stanno davanti saranno obbligati ad ammirarvi anche quando non lo diranno».

Esiste dunque la possibilità di servire lo Stato senza infangarsi. Per la coscienza dei francesi l’esempio Grimaud conta e spiega forse, senza giustificarle, certe reticenze a estradare nostri ex terroristi. Anche in Italia esistono esempi simili, di servizio dello Stato e non della contingenza politica. Il prefetto di Roma Carlo Mosca era uno di questi. Ragionando come Grimaud, egli difese i Rom («Io non prendo le impronte a bambini») e poco dopo il diritto studentesco a manifestare. Nonostante buoni risultati (censimento degli insediamenti Rom; calo dei reati a Roma dal gennaio 2008; violenza degli stadi circoscritta) Berlusconi lo ha silurato, lo stesso giorno del verdetto di Genova.

Quando cade la barriera del possibile il crimine si ripete. I vigili di Parma che hanno sfregiato il giovane originario del Ghana, Emmanuel Bonsu Foster, lo testimoniano (che sia un immigrato regolare è irrilevante, è turpitudine anche con gli irregolari). Lo testimonia la prostituta nigeriana scaraventata in manette sul pavimento d’un commissariato, a Parma in agosto. A Genova hanno condannato i manovali (le «mele marce» di Bush) e due capi, Canterini e Fournier. Non basta: né per rialzare le barriere, né per correggere e riabilitare la polizia. Lo storico Marco Revelli, l’ex Presidente della Corte costituzionale Valerio Onida, il giornalisti Giuseppe D’Avanzo e Riccardo Barenghi hanno detto l’essenziale, su come la democrazia esca sfigurata da simili prove. Solo i cinici e i rassegnati immaginano che sia troppo tardi per cominciare a far bene le cose.

La Stampa 16/11/2008

lunedì 17 novembre 2008

La Cortellesi sulle trans

il monologo della Cortellesi sulle trans
(autore del testo Massimiliano Bruno)

http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Nonperdiamocidivista%5E7%5E151224,00.html

Genova: Noi c'eravamo

Genova 2001. Noi c'eravamo
[14 Novembre 2008]

Noi c'eravamo e abbiamo visto.
Abbiamo visto la violenza inaudita di quelle giornate, la caccia indiscriminata a persone inermi, l'assoluto arbitrio nel gestire l'ordine pubblico. Siamo stati poi costretti a registrare con sconcerto la decisione della magistratura che ha deciso di non procedere nell'accertamento delle responsabilita' delle forze dell'ordine per le gravi violenze subite dai manifestanti che parteciparono al grande corteo dei 200 mila del 21 luglio 2001.
Bolzaneto, la scuola Diaz. Assieme ad altri nomi, come Alimonda, Manin, Tolemaide, rimarranno tra le pagine oscure di questo paese. Abbiamo aspettato sette anni per vedere scritto nero su bianco quello che abbiamo visto e a cui abbiamo assistito, per guardare finalmente in faccia i responsabili di quello scempio.
La sentenza dello scorso 13 novembre sul processo Diaz è un ulteriore insulto alla nostra richiesta di giustizia e trasparenza, alla fiducia che ancora avevamo che la verità potesse finalmente essere sancita.
Per la "macelleria messicana", così definita dall'allora vicequestore aggiunto della Questura di Roma Michelangelo Fournier, i responsabili si trovano solamente tra la manovalanza di Canterini, allora comandante del I Reparto Mobile di Roma.
Nessun vertice della Polizia è stato incriminato: né Francesco Gratteri, promosso a direttore del dipartimento Anticrimine, già a capo dello Sco; né Gilberto aldarozzi, promosso a capo del Servizio centrale operativo; né Giovanni Luperi, promosso al vertice del servizio segreto civile, già vicedirettore dell'Ucigos; né Spartaco Mortola, già dirigente della Digos, ora promosso vicequestore aggiunto a Torino.
Tutti assolti.
Mentre l'allora capo della Polizia, Gianni De Gennaro, responsabile della piazza durante il G8 di Genova, e' diventato addirittura direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Rimangono i verbali falsificati, gli arresti ingiustificati, le molotov introdotte illegalmente nella scuola per giustificare l'assalto, la loro sparizione all'ufficio della Questura di Genova dove erano in custodia come corpo del reato, a fare da sfondo ad un'ulteriore brutta pagina della democrazia italiana.
Noi c'eravamo e per questo auspichiamo un sussulto democratico. Una reazione pubblica, pacifica e nonviolenta per dimostrare che in questo paese esiste ancora un tessuto democratico, e che la convivenza civile si deve basare sul principio di responsabilità, sul riconoscimento dei diritti di tutti e su una giustizia che appia tutelare le vittime e applicare il principio che la legge è uguale per tutti.

Lorenzo Guadagnucci, Monica Lanfranco, Stefano Lenzi, Deborah Lucchetti, Pietro Raitano, Felice Romagnoli, Riccardo Troisi, Alberto Zoratti

per aggiungere il tuo nome: noiceravamo@gmail.com
http://www.appellogenovag8.splinder.com/

Blogger con gli stivali

Sul mio sito trovate il breve video che ho realizzato per la campagna "Salva i Blog".

Una domenica di lavoro, ma il risultato mi sembra carino.

Attraverso Shrek, Ciuchino e il Blogger con gli Stivali cerchiamo di lanciare questa campagna per la libertà di informazione in Rete e per la modifica del progetto di legge Levi.

Fate girare...

Per partecipare alla campagna il Blog ed il Gruppo su Facebook.

Un caro saluto

Gianfranco Mascia

sabato 15 novembre 2008

da Amnensty International

COMUNICATO STAMPA
CS148-2008

PROCESSO PER LE VIOLENZE ALLA SCUOLA DIAZ DI GENOVA: TREDICI FUNZIONARI
DELLO STATO CONDANNATI IN PRIMO GRADO. IL COMMENTO DELLA SEZIONE ITALIANA
DI AMNESTY INTERNATIONAL

Continua....

Libridò: una libreria progetto

A via San Sebastiano, nel centro storico di Napoli, Libridò, la prima delle librerie fiduciarie di un nuovo progetto in partenza. Libridò è nata in occasione dell’ultima edizione di Galassia Gutenberg, dalle chiacchiere fra Angelo Leone (direttore commerciale Stampa Alternativa), Riccardo Brun (autore de La città di sotto) e Roberto Valentini (esperto di libri antichi e rari).

Il progetto è poi diventato poco a poco concreto grazie all’occhio vigile, ai consigli e all’esperienza di Angelo, e all’entusiasmo e il coraggio di Roberto. Intorno a Libridò ruotano una serie di scrittori, giornalisti, lettori napoletani. A gestirlo c’è Roberto Valentini. Libridò, oltre ad offrire praticamente l’intero catalogo di Stampa Alternativa, ha i libri di tutte quelle case editrici che incentrano il loro lavoro sull’identità, la qualità e la ricerca, ma che difficilmente si trovano nei grandi megastore o nelle grandi librerie sempre più massificate nell’offerta culturale e sempre più piegate rispetto alla logica dei grandi gruppi editoriali.

L’esperimento Libridò punta anche a stabilire un contatto diretto fra editori e lettori, scavalcando per quanto possibile il sistema della distribuzione e della promozione. Questo spazio sarà anche il luogo dove presentare i libri di Stampa Alternativa e consentire l’interazione fra autori e lettori. Al piano di sopra Libridò ha una postazione internet con quattro computer fatta con “binario etico”, tutta con pezzi di riciclo riassemblati, sulla quale gira la piattaforma GNU/Linux, alternativa solida e libera al sistema operativo Windows della Microsoft. Insomma, una bella avventura, che nasce in una città che attraversa un momento difficile ma che vive di mille fermenti culturali e che possiede dentro di sé l’infinita possibilità di rialzare la testa. Un appuntamento immancabile per gli amici di Stampa Alternativa che finalmente troveranno tutto quello che la casa editrice ha pubblicato e pubblica.

Medici Lampedusa

Medici Senza Frontiere cacciati da Lampedusa

Può un movimento per l´acqua non riconoscersi nell´Onda?

Lettera aperta alle studentesse e agli studenti

Siamo donne e uomini da sempre impegnati nei nostri territori e a livello nazionale e internazionale per il riconoscimento dell´acqua come bene comune e diritto umano universale, da sottrarre al mercato e al profitto e da restituire alla gestione partecipativa delle comunità locali.
Insieme abbiamo prodotto e animato decine di conflitti territoriali contro la privatizzazione dell´acqua e per la difesa dei beni comuni.
Insieme abbiamo costituito, nel marzo 2006, il Forum italiano dei movimenti per l´acqua, una rete che raccoglie più di settanta associazioni ed organizzazioni e più di trecento comitati territoriali.
Insieme abbiamo raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell´acqua.
Insieme abbiamo costruito, il 1 dicembre 2008, la prima manifestazione nazionale per la ripubblicizzazione dell´acqua e per la difesa dei beni comuni, che ha visto più di 40.000 persone sfilare per le strade di Roma.

Vi abbiamo visto inondare le città e le piazze di questo paese chiedendo a gran voce la difesa della scuola pubblica, il diritto all´istruzione, alla conoscenza e al futuro, lottando contro la mercificazione del sapere e della formazione, la precarizzazione della conoscenza e della vita, lo svilimento della scuola primaria, la privatizzazione dell´università.
Vi abbiamo sentito urlare con rabbia ed allegria : "Noi la vostra crisi non la paghiamo" riprendendovi gli spazi delle scuole e delle università e facendole diventare nuove agorà di socialità, conoscenza e incontro fra i movimenti e le lotte di chi vuole cambiare le politiche di questo paese e di chi vuole praticare un altro mondo possibile.

Questo mondo è oggi attraversato dalla più importante crisi economica e finanziaria che la storia ricordi, mentre si è approfondita la crisi alimentare globale e si è definitivamente appalesata la crisi ecologica e resi evidenti i primi effetti permanenti dei cambiamenti climatici planetari.
Un modello di ordine mondiale, fondato sul pensiero unico del mercato, sull´accaparramento predatorio delle risorse naturali, sulla mercificazione dei beni comuni e la loro consegna ai grandi capitali finanziari, sullo svuotamento della democrazia e della partecipazione popolare sta dimostrando il proprio completo fallimento.

Il "crack" globale dell´economia finanziaria rappresenta l´esito di trenta anni di politiche liberiste, basate sull´assioma "privato è bello", sulla deregolamentazione del lavoro, sulla privatizzazione dei servizi pubblici, sulla espropriazione dei diritti sociali.
Oggi sono i grandi poteri bancari e finanziari ad invocare l´intervento pubblico e il sostegno statale.
Oggi sono i più sfrontati liberisti a dichiarare il fallimento del mercato.

Lo scopo è chiaro : ottenere un nuovo travaso di risorse dalle collettività ai poteri forti per rilanciare i flussi finanziari mondiali e riprendere l´espropriazione di risorse.
Così si chiedono sostegni pubblici alle banche, mentre si approvano normative -come l´art. 23 bis della Legge n. 133/08- che perseguono la definitiva messa sul mercato dei servizi pubblici locali, a partire dall´acqua e dal servizio idrico integrato.
Così si approvano normative per il drastico taglio dei fondi alle scuole di ogni ordine e grado, si inasprisce la precarietà e si attaccano i diritti del lavoro, si militarizzano gli spazi della democrazia e del conflitto sociale.

"Noi la vostra crisi non la paghiamo" avete detto voi per primi, inondando le strade di questo paese e riaffermando un protagonismo diretto, senza deleghe alcune né qualsivoglia rappresentanze.

"Noi la vostra crisi non la paghiamo" diciamo anche noi, reclamando la fine delle politiche liberiste di privatizzazione e ponendo al centro della nostra iniziativa la riappropriazione sociale dell´acqua e dei beni comuni, la loro cura e conservazione per le generazioni future, la loro gestione partecipata dai cittadini, dai lavoratori e dalle comunità locali, come motore di una ricostruzione dei legami sociali, di una riaffermazione dei diritti collettivi, della riproduzione di un´appartenenza sociale aperta e condivisa.
In una parola, di una nuova democrazia e di un altro mondo possibile.

Senza acqua non c´è diritto alla vita.
Senza saperi, formazione e conoscenze c´è solo dominazione del più forte.
Senza spazio pubblico non c´è partecipazione né democrazia.

Per questo ci riconosciamo nella vostra lotta e salutiamo la vostra assemblea nazionale, confermando la nostra piena solidarietà alle vostre mobilitazioni e proponendovi intrecci fra le nostre reciproche esperienze.
Intrecci che possono essere resi ancora più forti e solidi, partendo dalla consapevolezza -che poi è anche la cifra del nostro percorso- di come unità, radicalità, autonomia e inclusione delle differenze costituiscano il carattere fondante dei movimenti sociali.

Il 22-23 novembre prossimi, il movimento per l´acqua terrà ad Aprilia il suo secondo Forum nazionale, per fare il punto delle mobilitazioni attivate e per rilanciare con ancora più forza le ragioni della riappropriazione sociale dell´acqua e della difesa dei beni comuni.
Ci piacerebbe che fra gli interventi di apertura, sabato 22 mattina, ci fosse anche un contributo di una/uno studente che racconti al popolo dell´acqua pubblica l´esperienza del popolo della scuola pubblica.
Ci piacerebbe che, nell´autonomia dei reciproci percorsi, si potessero innescare importanti connessioni, promuovendo iniziative comuni dentro e fuori le Università che facciano incontrare le nostre battaglie per i beni comuni.
Ci piacerebbe ascoltarvi e raccontarvi qualcosa di noi.
Con curiosità, fiducia e determinazione.
Dobbiamo solo cambiare il mondo.

Un caro abbraccio a tutte e tutti.


Forum italiano dei movimenti per l´acqua
www.acquabenecomune.org

Good luck Vicenza

LO SAI COSA STA SUCCEDENDO A VICENZA?

Noi ci abbiamo messo un anno per raccontarlo, ma ora se vuoi puoi conoscere anche tu tutto ciò che giornali e tv nazionali deliberatamente lasciano in disparte, trattando la questione Dal Molin
come un capitolo ormai chiuso. La partita è invece ancora aperta, per questo diciamo...

GOOD LUCK VICENZA!

"Good luck Vicenza" (durata 73') è un documentario sulla nuova base militare Usa in progetto a Vicenza, sull'area dell'aeroporto Dal Molin. Un film di Mirco Corato, Annamaria Macripò e Giulio Todescan. Qui trovate le prossime proiezioni in programma, la sinossi e i nostri contatti.

Questo film nasce totalmente autoprodotto, a zero budget, con l'unico scopo di diradare la cortina di silenzio e disinformazione che avvolge la costruzione della nuova mega base Usa a Vicenza. Una cortina di fumo che è ancora più spessa per chi vive fuori da questa città o dal Veneto.
Per questo vorremmo che il documentario si vedesse anche a Roma, Torino, Bari, Palermo, Cagliari... Per questo ti invitiamo a darti da fare per organizzare una serata nella tua città o paese, perché il Dal Molin non è una disputa locale, ma una questione che va discussa a
livello nazionale.
Se sei interessato a organizzare una proiezione, scrivi a goodluckvicenza@gmail.com
Attraverso il nostro blog [ http://goodluckvicenza.blogspot.com ] ti aiuteremo a raccogliere delle "prenotazioni" per la serata.

Grazie
mirco, annamaria, giulio


::: Il film :::

La guerra e la difesa del territorio. Gli interessi economici e politici dell'Italia e quelli militari e strategici degli Stati Uniti. Gli "impegni internazionali da rispettare" a Roma e la democrazia "dal
basso" delle comunità locali. La vicenda della nuova base militare americana progettata a Vicenza
nell'area dell'ex aeroporto Dal Molin - a pochi chilometri dai palazzi rinascimentali costruiti dal Palladio e dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'umanità – tocca tutti questi temi.
Dal 2006 il movimento No Dal Molin si è opposto alla nuova base – sostenuta dai governi Berlusconi prima e Prodi poi. Un movimento eterogeneo che, in una città tradizionalmente moderata, ha coinvolto migliaia di cittadini in una discussione che, partendo dalla loro
polis, va ben oltre gli angusti confini provinciali.
Questo documentario prova a raccontare la storia di un progetto per molti versi devastante, e di riflesso vuole alludere ai rapporti fra Vicenza, l'Italia e l'ingombrante presenza militare americana. E' un film fatto di interviste, voci e volti: quelli di cittadini impegnati nei comitati, politici, urbanisti, giornalisti, esperti di questioni ambientali, preti, avvocati, costituzionalisti e giocatori di rugby.

::: prossime proiezioni :::

DOMENICA 16 NOVEMBRE h 21.30
al Presidio Permanente di via Ponte Marchese, a Caldogno (Vicenza)

MARTEDI 18 NOVEMBRE h 20.30
al Circolo Mesa di via Pietro Ceccato 78, ad Alte di Montecchio
Maggiore (Vicenza)
*Proiezione preceduta dalla presentazione del mensile Carta EstNord*

MERCOLEDI 26 NOVEMBRE h 20.30
alla Cooperativa Insieme di via Dalla Scola 255, a Vicenza
*Proiezione preceduta dalla presentazione del mensile Carta EstNord*

VENERDI 28 NOVEMBRE
Assemblea nazionale dei circoli di Legambiente, a Grosseto
http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1023_XIAssembleaCircoli/index.php

MARTEDI 9 DICEMBRE h 21.00
al Circolo Culturale Boldù in Cannaregio 6000, a Venezia
*Proiezione preceduta dalla presentazione del mensile Carta EstNord*

[ informazioni aggiornate sul blog http://goodluckvicenza.blogspot.com/ ]

::: i nostri contatti :::

goodluckvicenza@gmail.com
mirco - mircorat@hotmail.com
annamaria - atmtraduzioni@alice.it
giulio - giulio.todescan@gmail.com - cel 3407749213
il sito - http://goodluckvicenza.blogspot.com/

domenica 9 novembre 2008

Napoli a occhio nudo

Napoli Monitor, giornale di inchieste, disegni, reportage
presenta tutti i giovedì di novembre alle 21:30

NAPOLI A OCCHIO NUDO
rassegna di documentari

vico S.Maria del Pozzo, 43b - Sanità - Napoli




venerdì 7 novembre 2008

L’attuale politica scolastica: false economie o economia fasulla?

I vari provvedimenti che riguardano la scuola, avviati negli ultimi mesi da parte del governo, partono dalla premessa che sia necessario tagliare la spesa pubblica relativa a quel capitolo. Un’incessante ripetizione di questo presupposto sembrerebbe averlo reso quasi assiomatico per tutti. Nella Legge 133 del 6 agosto 2008, articolo 64, comma 6, si trova che “… devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 650 milioni di euro per l’anno 2009, di 1.650 milioni per l’anno 2010, di 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e di 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012”. Di fronte a tagli di una tale entità, è doveroso chiedersi se il presupposto e i provvedimenti siano corroborati dai dati forniti dall’OCSE, dall’ISTAT, dal MPI e MIUR e dal Bilancio dello Stato. Vorrei esaminare alcuni di questi dati, relativi a tre aspetti della spesa complessiva, che sono frequentemente oggetto di affermazioni approssimative o inattendibili da parte di politici e commentatori.

Un presupposto infondato

In primo luogo occorre chiarire che la spesa pubblica sulla scuola è costituita per l’82% da spese sostenute dal Ministero competente e per il 18% da spese sostenute dalle Regioni e dagli Enti locali. Dal 1990 al 2007 la quota del PIL destinata alle spese sostenute dal MPI o dal MIUR ha infatti subito una notevole contrazione ed è passata addirittura dal 3,9% al 2,8%. Questa riduzione, di oltre un punto percentuale, è pari a 16,9 miliardi di euro. Il grosso della riduzione è stato effettuato nel periodo 1992-1996, quando la quota è scesa dal 3,9% al 3,0%. Negli ultimi 10 anni la riduzione è stata dello 0,2%, pari a 3,07 miliardi di euro. Allo stesso tempo, la spesa pubblica sostenuta dalle Regioni e dagli Enti locali è rimasta complessivamente stabile e ammonta allo 0,5% del PIL. Sommando le due quote, si vede che la spesa pubblica per la scuola nel 2007 equivale al 3,3% del PIL, mentre nel 1990 era del 4,4%. Forse nessun altro capitolo della spesa pubblica ha contribuito altrettanto al risanamento dei conti pubblici.

Se poi consideriamo che la quota media del PIL destinata alla scuola nei paesi dell’OCSE è del 5% e che alcuni dei paesi citati come esempi di eccellenza in base alle rilevazioni effettuate dallo stesso OCSE spendono ancora di più, sembra assolutamente fuori luogo ritenere che l’Italia spenda troppo. La spesa pubblica per la scuola è l’investimento più importante che una società intraprende per il proprio futuro. Sostenere che occorra ridurre ulteriormente una quota del PIL già molto bassa rasenta semplicemente l’irresponsabilità.

L’attuale composizione della spesa

Un altro dato sovente sbandierato, ma palesemente errato, è che il 97% della spesa pubblica per la scuola è destinata al pagamento degli stipendi del personale. Come già visto, il 18% della spesa complessiva (circa 9,5 miliardi) è di competenza delle Regioni e degli Enti locali. Tale quota riguarda l’edilizia scolastica, i servizi di trasporto e mensa, e numerose altre voci. L’82% di competenza ministeriale è relativo al personale e ai trasferimenti per il funzionamento delle istituzioni scolastiche autonome e l’ampliamento della loro offerta formativa. Dalla pubblicazione “La scuola in cifre” (MPI-MIUR 2007) risulta che nel 2006 la spesa del Ministero è stata pari a 42,4 miliardi. Di questi, 3,1 miliardi (il 7,3%) sono costituiti da trasferimenti alle scuole. La stessa pubblicazione dimostra che la spesa per il personale è mediamente inferiore al 90% della spesa complessiva del Ministero. Dunque la spesa per il personale costituisce il 73,8% (il 90% dell’82%) della spesa pubblica complessiva, una cifra molto diversa dal 97% citato da molti come dimostrazione di presunti squilibri interni alla spesa stessa. I dati OCSE dimostrano che in tutti i paesi membri la spesa per il personale varia dal 60% al 80%. Dunque l’Italia rientra perfettamente nella media.

Comparazioni improprie

Altrettanto sovente altri dati OCSE vengono citati per dimostrare che in Italia la spesa media per studente è del 10% superiore alla media OCSE. Anche in questo caso, però, un’analisi dei dati non supporta assolutamente la frettolosa conclusione che si spende troppo e che occorre ridurre un rapporto fra insegnanti e studenti ritenuto troppo alto. Diversi sono i fattori che influenzano questo rapporto. Per esempio, ormai molti anni fa l’Italia ha fatto la scelta di inserire gli studenti diversamente abili nelle classi normali. E’ stata una scelta di grande idealismo e civiltà che nessuno sembra voler mettere in discussione e che ha indubbiamente portato dei vantaggi sul piano culturale, sociale e anche economico. In molti altri paesi gli studenti diversamente abili sono collocati in scuole speciali che non vengono considerate parte del sistema scolastico e che, di conseguenza, non sono contabilizzate nella spesa pubblica sulla scuola e non fanno parte dei dati utilizzati nelle comparazioni internazionali. Evidentemente ciò non significa che non siano un costo all’interno della spesa pubblica complessiva. Semplicemente vengono imputati ad altre voci nel bilancio dello Stato. In ogni modo non è lecito confrontare dati disomogenei.

In Italia gli insegnanti di sostegno alle classi dove sono inseriti gli studenti diversamente abili sono circa 93.000 e costituiscono il 12,5% dei docenti. Gli studenti diversamente abili sono circa il 2% della popolazione scolastica. Allo stesso tempo, le classi in cui sono inseriti hanno normalmente un numero di studenti inferiore a quello delle altre classi. Ciò comporta che circa 40.000 docenti in più (il 5,5%) sono necessari per permettere questa riduzione. Dunque si può stimare che il 18% dei 723.353 docenti a tempo indeterminato e determinato nell’anno scolastico 2007/2008 sia dovuto a una politica scolastica di integrazione da sempre considerata all’avanguardia. Se togliamo questa frazione - circa 130000 insegnanti - dal totale, il rapporto fra insegnanti e studenti cambia radicalmente, ma una diversa politica scolastica, o una diversa collocazione delle figure professionali in altri capitoli di spesa, non gioverebbe né ai conti pubblici (con ogni probabilità costerebbe di più) né alla qualità dell’intervento e al beneficio globale che ne deriva per la società.

Un discorso analogo varrebbe per gli insegnanti di Religione, inesistenti in molti altri paesi o imputati ad altri bilanci. In Italia sono 23.000, il 3,2% del totale, oppure per altro personale addetto al funzionamento della scuola (mensa, attività sportive, assistenza allo studio, orientamento, ecc.) che in Italia fa parte del personale docente ma che in molti altri paesi appartiene ad altre amministrazioni e sono a carico di altre voci del bilancio.

In conclusione, occorre affermare che, se si parte da premesse infondate e si procede per ragionamenti basati su dati inesatti, si fa solo confusione. Non entro nei motivi della confusione, anche se ognuno dovrebbe chiedersi come mai ci sia così tanta cattiva informazione in giro nel momento in cui si stanno prendendo decisioni di vitale importanza per la scuola e la società. Allo stesso tempo occorre che tutti si rendano conto che la confusione non permette di prendere decisioni per il bene del paese. Rischia solo di dare l’impressione di economie che sono in realtà false o addirittura propagare un’idea di economia che è fasulla e dannosa.



Inserito il 29 ottobre 2008 da Martin Dodman
in SISMagazine, Online Magazine della Società Italiana di Statistica

DOCUMENTO/IL DISCORSO DI OBAMA

DOCUMENTO/IL DISCORSO DI OBAMA
"Abbiamo fatto tanta strada
questa vittoria appartiene a voi"


Obama con la moglie

Ecco il discorso con cui Barack Obama ha celebrato la vittoria a Chicago

Ciao Chicago!

(APPLAUSO) Se ancora c'è qualcuno che dubita che l'America non sia un luogo nel quale nulla è impossibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri padri fondatori è tuttora vivo in questa nostra epoca, che ancora mette in dubbio il potere della nostra democrazia, questa notte ha avuto le risposte che cercava.

(APPLAUSO) La risposta sono le code che si sono allungate fuori dalle scuole e dalle chiese con un afflusso che la nazione non aveva mai visto finora. La risposta sono le persone, molte delle quali votavano per la prima volta, che hanno atteso anche tre o quattro ore in fila perché credevano che questa volta le cose dovessero andare diversamente, e che la loro voce potesse fare la differenza.

GUARDA IL VIDEO INTEGRALE DEL DISCORSO

La risposta è la voce di giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi d'America, gay, eterosessuali, disabili e non disabili: tutti americani che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati un insieme di Stati Rossi e Stati Blu. Noi siamo e sempre saremo gli Stati Uniti d'America.

(APPLAUSO) La risposta è ciò che ha spinto a farsi avanti coloro ai quali per così tanto tempo è stato detto da così tante persone di essere cinici, impauriti, dubbiosi di quello che potevano ottenere mettendo di persona mano alla Storia, per piegarla verso la speranza di un giorno migliore.

È occorso molto tempo, ma stanotte, finalmente, in seguito a ciò che abbiamo fatto oggi, con questa elezione, in questo momento preciso e risolutivo, il cambiamento è arrivato in America.

(APPLAUSO) Poco fa, questa sera ho ricevuto una telefonata estremamente cortese dal Senatore McCain.

(APPLAUSO) Il Senatore McCain ha combattuto a lungo e con forza in questa campagna, e ha combattuto ancora più a lungo e con maggiore forza per il Paese che ama. Ha affrontato sacrifici per l'America che la maggior parte di noi nemmeno immagina e noi oggi stiamo molto meglio anche grazie al servizio reso da questo leader coraggioso e altruista. Mi congratulo con lui e con la governatrice Palin per tutto quello che hanno ottenuto, e non vedo l'ora di lavorare con loro per rinnovare nei prossimi mesi la promessa di questa nazione.

(APPLAUSO) Voglio qui ringraziare il mio partner in questa avventura, un uomo che ha fatto campagna elettorale col cuore, parlando per le donne e gli uomini con i quali è cresciuto nelle strade di Scranton ...

(APPLAUSO) ... con i quali ha viaggiato da pendolare ogni giorno per tornare a casa propria nel Delaware, il vice-presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden.

(APPLAUSO) Io non sarei qui questa sera senza il sostegno continuo della mia migliore amica degli ultimi sedici anni...

(APPLAUSO) ... la roccia della mia famiglia, l'amore della mia vita, la prossima first lady della nazione...

(APPLAUSO) ... Michelle Obama.

(APPLAUSO) Sasha and Malia...

(APPLAUSO) ... vi amo entrambe moltissimo e ... vi siete guadagnate il cucciolo

(RISATE) ... che verrà con noi alla Casa Bianca...

(APPLAUSO) E mentre siamo qui e lei non è più con noi, so che mia nonna ci sta guardando, insieme a tutta la famiglia che ha fatto di me ciò che io sono. In questa sera così unica mi mancano tutti, e so che il mio debito verso di loro non è neppure quantificabile. A mia sorella Maya, mia sorella Alma, tutti i miei fratelli e le mie sorelle, voglio dire grazie per il sostegno che mi avete dato. Vi sono veramente molto grato.

(APPLAUSO) Al manager della mia campagna David Plouffe...

(APPLAUSO) ... il protagonista senza volto di questa campagna che ha messo insieme la migliore campagna elettorale - credo - nella Storia degli Stati Uniti d'America.

(APPLAUSO) al mio capo stratega David Axelrod...

(APPLAUSO) ... che è stato mio partner in ogni fase di questo lungo cammino... proprio il miglior team di una campagna elettorale mai messo insieme nella storia della politica...

(APPLAUSO) ... voi avete reso possibile tutto ciò, e io vi sarò eternamente grato per i sacrifici che avete affrontato per riuscirci.

Ma più di ogni altra cosa, non dimenticherò mai a chi appartiene veramente questa vittoria: appartiene a voi. Io non sono mai stato il candidato più ideale per questa carica. Non abbiamo mosso i primi passi nella campagna elettorale con finanziamenti o appoggi ufficiali. La nostra campagna non è stata pianificata nelle grandi sale di Washington, ma nei cortili di Des Moines, nei tinelli di Concord, sotto i portici di Charleston. È stata realizzata da uomini e donne che lavorano, che hanno attinto ai loro scarsi risparmi messi da parte per offrire cinque dollari, dieci dollari, venti dollari alla causa. Il movimento ha preso piede e si è rafforzato grazie ai giovani, che hanno rigettato il mito dell'apatia della loro generazione...

(APPLAUSO) ... che hanno lasciato le loro case e le loro famiglie per un'occupazione che offriva uno stipendio modesto e sicuramente poche ore di sonno; ai non più tanto giovani che hanno sfidato il freddo pungente e il caldo più soffocante per bussare alle porte di perfetti sconosciuti; ai milioni di americani che si sono adoperati come volontari, si sono organizzati, e hanno dimostrato che a distanza di oltre due secoli, un governo del popolo, fatto dal popolo e per il popolo non è sparito dalla faccia di questa Terra. Questa è la vostra vittoria...

(APPLAUSO) So che quello che avete fatto non è soltanto vincere un'elezione e so che non l'avete fatto per me. Lo avete fatto perché avete compreso l'enormità del compito che ci sta di fronte. Perché anche se questa sera festeggiamo, sappiamo che le sfide che il futuro ci presenterà sono le più ardue della nostra vita: due guerre, un pianeta in pericolo, la peggiore crisi finanziaria da un secolo a questa parte. Anche se questa sera siamo qui a festeggiare, sappiamo che ci sono in questo stesso momento degli americani coraggiosi che si stanno svegliando nei deserti iracheni, nelle montagne dell'Afghanistan dove rischiano la loro vita per noi.

Ci sono madri e padri che resteranno svegli dopo che i loro figli si saranno addormentati e si arrovelleranno chiedendosi se ce la faranno a pagare il mutuo o il conto del medico o a mettere da parte abbastanza soldi per pagare il college. Occorre trovare nuova energia, creare nuovi posti di lavoro, costruire nuove scuole. Occorre far fronte a nuove sfide e rimettere insieme le alleanze.

La strada che ci si apre di fronte sarà lunga. La salita sarà erta. Forse non ci riusciremo in un anno e nemmeno in un solo mandato, ma America! Io non ho mai nutrito maggiore speranza di quanta ne nutro questa notte qui insieme a voi. Io vi prometto che noi come popolo ci riusciremo!
(APPLAUSO)

PUBBLICO: Yes we can! Yes we can! Yes we can!

OBAMA: Ci saranno battute d'arresto e false partenze. Ci saranno molti che non saranno d'accordo con ogni decisione o ogni politica che varerò da Presidente e già sappiamo che il governo non può risolvere ogni problema. Ma io sarò sempre onesto con voi in relazione alle sfide che dovremo affrontare. Vi darò ascolto, specialmente quando saremo in disaccordo. E soprattutto, vi chiedo di unirvi nell'opera di ricostruzione della nazione nell'unico modo con il quale lo si è fatto in America per duecentoventi anni, ovvero mattone dopo mattone, un pezzo alla volta, una mano callosa nella mano callosa altrui.

Ciò che ha avuto inizio ventuno mesi fa, nei rigori del pieno inverno, non deve finire in questa notte autunnale. La vittoria in sé non è il cambiamento che volevamo, ma è soltanto l'opportunità per noi di procedere al cambiamento. E questo non potrà
accadere se faremo ritorno allo stesso modus operandi.

Il cambiamento non può aver luogo senza di voi.
Troviamo e mettiamo insieme dunque un nuovo spirito di patriottismo, di servizio e di responsabilità, nel quale ciascuno di noi decida di darci dentro, di lavorare sodo e di badare non soltanto al benessere individuale, ma a quello altrui. Ricordiamoci che se mai questa crisi finanziaria ci insegna qualcosa, è che non possiamo avere una Wall Street prospera mentre Main Street soffre: in questo Paese noi ci eleveremo o precipiteremo come un'unica nazione, come un unico popolo.

Resistiamo dunque alla tentazione di ricadere nelle stesse posizioni di parte, nella stessa meschineria, nella stessa immaturità che per così tanto tempo hanno avvelenato la nostra politica. Ricordiamoci che c'è stato un uomo proveniente da questo Stato che ha portato per la prima volta lo striscione del partito Repubblicano alla Casa Bianca, un partito fondato sui valori della fiducia in sé, della libertà individuale, dell'unità nazionale. Sono questi i valori che abbiamo in comune e mentre il partito Democratico si è aggiudicato una grande vittoria questa notte, noi dobbiamo essere umili e determinati per far cicatrizzare le ferite che hanno finora impedito alla nostra nazione di fare passi avanti.

(APPLAUSO) Come Lincoln disse a una nazione ancora più divisa della nostra, "Noi non siamo nemici, ma amici, e anche se le passioni possono averlo allentato non dobbiamo permettere che il nostro legame affettivo si spezzi". E a quegli americani il cui supporto devo ancora conquistarmi, dico: forse non ho ottenuto il vostro voto, ma sento le vostri voci, ho bisogno del vostro aiuto e sarò anche il vostro presidente.

(APPLAUSO) A coloro che ci guardano questa sera da lontano, da oltre i nostri litorali, dai parlamenti e dai palazzi, a coloro che in vari angoli dimenticati della Terra si sono ritrovati in ascolto accanto alle radio, dico: le nostre storie sono diverse, ma il nostro destino è comune e una nuova alba per la leadership americana è ormai a portata di mano.

(APPLAUSO) A coloro che invece vorrebbero distruggere questo mondo dico: vi sconfiggeremo. A coloro che cercano pace e tranquillità dico: vi aiuteremo. E a coloro che si chiedono se la lanterna americana è ancora accesa dico: questa sera noi abbiamo dimostrato ancora una volta che la vera forza della nostra nazione non nasce dalla potenza delle nostre armi o dal cumulo delle nostre ricchezze, bensì dalla vitalità duratura dei nostri ideali: democrazia, libertà, opportunità e tenace speranza.

(APPLAUSO) Perché questo è il vero spirito dell'America: l'America può cambiare. La nostra unione può essere realizzata. E quello che abbiamo già conseguito deve darci la speranza di ciò che possiamo e dobbiamo conseguire in futuro.

In queste elezioni si sono viste molte novità e molte storie che saranno raccontate per le generazioni a venire. Ma una è nella mia mente più presente di altre, quella di una signora che ha votato ad Atlanta. Al pari di molti altri milioni di elettori anche lei è stata in fila per far sì che la sua voce fosse ascoltata in questa elezione, ma c'è qualcosa che la contraddistingue dagli altri: Ann Nixon Cooper ha 106 anni. (APPLAUSO) È nata a una sola generazione di distanza dalla fine della schiavitù, in un'epoca in cui non c'erano automobili per le strade, né aerei nei cieli. A quei tempi le persone come lei non potevano votare per due ragioni fondamentali, perché è una donna e per il colore della sua pelle.

Questa sera io ripenso a tutto quello che lei deve aver visto nel corso della sua vita in questo secolo in America, alle sofferenze e alla speranza, alle battaglie e al progresso, a quando ci è stato detto che non potevamo votare e alle persone che invece ribadivano questo credo americano: Yes, we can.

Nell'epoca in cui le voci delle donne erano messe a tacere e le loro speranze soffocate, questa donna le ha viste alzarsi in piedi, alzare la voce e dirigersi verso le urne. Yes, we can.

Quando c'era disperazione nel Dust Bowl (la zona centro meridionale degli Stati Uniti divenuta desertica a causa delle frequenti tempeste di vento degli anni Trenta, NdT) e depressione nei campi, lei ha visto una nazione superare le proprie paure con un New Deal, nuovi posti di lavoro, un nuovo senso di ideali condivisi. Yes, we can.

PUBBLICO: Yes we can.

OBAMA: Quando le bombe sono cadute a Pearl Harbor, e la tirannia ha minacciato il mondo, lei era lì a testimoniare in che modo una generazione seppe elevarsi e salvare la democrazia. Yes, we can.

PUBBLICO: Yes we can.

OBAMA: Era lì quando c'erano gli autobus di Montgomery, gli idranti a Birmingham, un ponte a Selma e un predicatore di Atlanta che diceva alla popolazione : "Noi supereremo tutto ciò". Yes, we can.

PUBBLICO: Yes we can.

OBAMA: Un uomo ha messo piede sulla Luna, un muro è caduto a Berlino, il mondo intero si è collegato grazie alla scienza e alla nostra inventiva. E quest'anno, per queste elezioni, lei ha puntato il dito contro uno schermo e ha votato, perché dopo 106 anni in America, passati in tempi migliori e in ore più cupe, lei sa che l'America può cambiare. Yes, we can.

PUBBLICO: Yes we can.

OBAMA: America, America: siamo arrivati così lontano. Abbiamo visto così tante cose. Ma c'è molto ancora da fare. Quindi questa sera chiediamoci: se i miei figli avranno la fortuna di vivere fino al prossimo secolo, se le mie figlie dovessero vivere tanto a lungo quanto Ann Nixon Cooper, a quali cambiamenti assisteranno? Quali progressi avremo fatto per allora?
Oggi abbiamo l'opportunità di rispondere a queste domande. Questa è la nostra ora. Questa è la nostra epoca: dobbiamo rimettere tutti al lavoro, spalancare le porte delle opportunità per i nostri figli, ridare benessere e promuovere la causa della pace, reclamare il Sogno Americano e riaffermare quella verità fondamentale: siamo molti ma siamo un solo popolo. Viviamo, speriamo, e quando siamo assaliti dal cinismo, dal dubbio e da chi ci dice che non potremo riuscirci, noi risponderemo con quella convinzioni senza tempo e immutabile che riassume lo spirito del nostro popolo: Yes, We Can.

(APPLAUSO) Grazie. Dio vi benedica e possa benedire gli Stati Uniti d'America.

Traduzione di Anna Bissanti
(5 novembre 2008)


da Repubblica.it

OGGI SIAMO TUTTI PIU' LIBERI

OGGI SIAMO TUTTI PIU' LIBERI

Oggi siamo tutti più liberi. La vittoria di Obama ci libera dai pregiudizi razziali, dai pregiudizi antiamericani, dallo scetticismo sulla possibilità di cambiare, dall'egoismo di chi non crede che i sogni possano essere realizzati, dalla paura che nega la speranza.
Oggi siamo tutti meno soli. Perchè Obama non è solo un afroamericano: è un meticcio cresciuto in Indonesia e alle Hawaii, il più cosmopolita dei presidenti americani, un uomo che conosce la fatica di chi è povero, l'emarginazione di chi è diverso, e sa che la cooperazione e l'ascolto sono armi migliori dell'isolamento identitario.
Oggi siamo tutti più forti. Perchè Obama ha dimostrato che si possono raccogliere fondi per una campagna elettorale battendo i grandi finanziatori repubblicani e appellandosi su Internet a milioni di singoli elettori desiderosi di cambiare. La somma delle donazioni da 50 o cento dollari dei molti ha superato gli assegni milionari dei pochi (camuffati per aggirare la legge) dimostrando che tante singole voci insieme possono contare e cambiare.
Oggi abbiamo tutti meno alibi. Perchè la vittoria di Obama dimostra che si può battere la più potente macchina economica mediatica del mondo, si può manifestare contro la guerra e essere ascoltati, si può combattere contro discriminazioni e pregiudizi e vincere. E si può perdere senza demonizzare l'avversario, concedendogli con eleganza la vittoria come ha fatto McCain, impegnandosi a lavorare inseme a lui per il bene del paese come hanno fatto i repubblicani sconfitti.
Ha vinto Obama. Oggi è una bella giornata per tutti.

Antonio di Bella
Direttore del Tg3

ecoballe

giovedì 6 novembre 2008

Medici Senza Frontiere cacciati da Lampedusa

MSF CACCIATI DA LAMPEDUSA

Medici Senza Frontiere [Msf] ha chiuso il 31 ottobre scorso le sue attività al molo dell'isola di Lampedusa.

Msf è stata costretta a prendere questa decisione dopo che il Ministero dell'interno ha deciso di non firmare un nuovo Protocollo d'intesa e di non rilasciare le autorizzazioni necessarie perché MSF continui ad operare adeguatamente. Dal 2002, Msf garantiva cure mediche d'emergenza ai migranti che sbarcavano sull’isola. Dal 2005 fino ad oggi il team di Msf ha visitato 4.550 migranti, 1.420 solo fra gennaio e ottobre di quest’anno.

L'associazione ha convocato una conferenza stampa mercoledì alle ore 11, presso la sede di via Volturno, 58, a Roma.

Lettera aperta agli studenti da Vicenza e dalla Val di Susa

da Vicenza e dalla Val di Susa:

Lettera aperta agli studenti, ai precari, agli insegnanti, ai genitori impegnati nella difesa di un bene comune: la scuola e l'università

Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città. Abbiamo incrociato i vostri sguardi e abbiamo ritrovato la nostra determinazione: quella di chi non cerca un privilegio ma con il proprio impegno difende l'oggi di se stesso e il domani di tanti altri.
Siamo donne e uomini di Vicenza, della Val di Susa e di tante altre realtà riunite nel Patto di Mutuo Soccorso mobilitate in maniera permanente per difendere la nostra terra e la nostra acqua, le nostre città, le nostre valli e il nostro futuro: che si tratti di nuove basi militari, di nuove linee ad alta velocità, di nuove discariche e nuovi inceneritori, di sorgenti svendute al miglior offerente o di quant'altro poco cambia: beni comuni sottratti alla collettività, spazi di democrazia cancellati.
In questi anni abbiamo imparato a guardarci intorno, a conoscere e interrogare. Vogliamo capire e imparare, costruire e creare. Come voi ci riuniamo in assemblea. Come voi cerchiamo di valorizzare la nostra creatività e la nostra diversità. Come voi difendiamo beni comuni che
i governi vorrebbero sottrarci: l'accesso ai saperi per regalarlo ai profitti dei privati, il territorio per svenderlo ai militari statunitensi o al partito del tondino e del cemento, l'acqua per
consentire nuovi enormi profitti alle grandi multinazionali. Come voi puntiamo sulla forza della ragione e della verità e pratichiamo metodi di lotta pacifici.
Nella nostra mobilitazione abbiamo conosciuto l'utilizzo distorto delle informazioni e delle conoscenze; ci vorrebbero disinformati e ignoranti per imporci scelte devastanti a nostra insaputa. Difendere l'accesso ai saperi e l'istruzione, allora, significa difendere la possibilità di ognuno di noi a opporsi e indignarsi di fronte alle tante imposizioni quotidiane ai danni delle donne e degli uomini che vivono le nostre città, le nostre campagne, le nostre valli e le nostre montagne.
Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città e come un'onda travolgere silenzi compiacenti e sguardi indifferenti. La vostra onda incrocia le nostre onde, le risorse che vogliono sottrarre alla scuola e all'università vorrebbero utilizzarle per nuove devastanti grandi opere inutili e dannose; difendere la scuola pubblica da questo ennesimo tentativo di scippo è il vostro e anche il nostro obiettivo, la vostra resistenza rafforza le nostre resistenze e viceversa. Le nostre onde seguono la stessa rotta: quella che ha come meta la difesa dei beni comuni, della partecipazione e della democrazia. Il futuro è nelle nostre mani.

6 Novembre 2008
Presidio permanente No Dal Molin
NOTAV Val di Susa

Oggi a Scampia i "Pizzini della Legalità"

Giovedì 6 novembre alle ore 18 presso il Gridas - Casa delle culture
"Nuvola Rossa", via Monterosa 90/b si terrà la presentazione dei
"Pizzini della legalità" campani.
C'è anche il pizzino 'Felice Pignataro, un uomo libero', scritto da
Rosario Esposito La Rossa.
L'iniziativa si tiene in occasione del 4° anniversario della morte di
Antonio Landieri, vittima di camorra.
Questo il programma completo della giornata:

6 NOVEMBRE 2008
4 ° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI ANTONIO LANDIERI

Ore 9, cimitero di Miano, Commemorazione per Antonio Landieri. I
Membri di Vo.di.sca simbolicamente lasceranno sulla tomba di Antonio
un ramo dell'albero Landieri.

Ore 10, Viale della Resistenza - Scampia
Pulizia dell'aiuola dell'albero Landieri e creazione della targhetta
in memoria della vittima di camorra

Ore 13 Auditorium di Scampia, Pranzo a cura di Vo.di.Sca
Presentazione della ricetta "Fresella Anticamorra"

Ore 15-17, Centro Alberto Hurtado – Scampia
Creazione di video-racconti per il canale you tube "Liberavoce's
Channel" (http://it.youtube.com/liberavoce) a cura di Vo.di.Sca.

Ore 18, Casa delle culture "Nuvola Rossa" (Gridas) via Monterosa 90/b
Presentazione dei "Pizzini della legalità" campani.

-`O Ti, ammazzato due volte
- Giancarlo Siani, giornalista ammazzato dalla camorra
- Felice Pignataro, un uomo libero
- Don Diana, il prete ammazzato dai casalesi

Fondazione del "Presidio di Libera Scampia", dedicato ad Antonio
Landieri saranno presenti Geppino Fiorenza e Don Tonino Palemse
(responsabili di Libera Campania)

Il GRIDAS

__._,_.___

Gridas - Gruppo Risveglio dal Sonno
Casa delle Culture "Nuvola Rossa"
via Monterosa 90/b
Scampìa
Napoli

mail: gridas@felicepignataro.org
web: www.felicepignataro.org/gridas